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AI DOMICILIARI IL PREFETTO DI COSENZA, PAOLA GALEONE. E' ACCUSATA DI INDUZIONE A DARE UTILITÀ

Sorpresa mentre intascava 700 euro. Una mazzetta che avrebbe favorito un'imprenditrice della zona che, in realtà, l'aveva già denunciata

Non è la corruzione bensì l'induzione indebita a dare o promettere utilità il reato che viene contestato al prefetto di Cosenza, Paola Galeone, arrestata e posta ai domiciliari. Al prefetto viene contestato,in particolare l'articolo 319 quater del Codice penale. Lo riferisce una nota stampa della Procura della Repubblica di Cosenza. Il prefetto Galeone si trova agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Taranto

Galeone è stata sorpresa mentre intascava 700 euro. Una mazzetta che avrebbe favorito un'imprenditrice della zona che, in realtà, l'aveva già denunciata. Un' indagine davanti alla quale si era messa in aspettativa in attesa che il governo nomini il suo sostituto nel prossimo consiglio dei ministri disponibile.

A incastrare il prefetto sono state le immagini della squadra Mobile, che hanno filmato il momento in cui la Galeone riceve la busta contenente il denaro. Il prefetto avrebbe proposto all'imprenditrice di emettere una fattura fittizia di 1.220 euro per intascare la parte di fondo di rappresentanza accordata ai prefetti che era rimasta disponibile alla fine dell'anno. Secondo l'accusa, 700 euro della somma concordata sarebbero andati al prefetto Galeone e 500 all'imprenditrice. Quest'ultima, però, ha denunciato i fatti alla polizia, con la quale ha concordato luogo, data e ora per la consegna dei soldi al prefetto Galeone, consentendo che il tutto venisse videoregistrato. L'episodio, stando a quanto ricostruito, sarebbe avvenuto in un bar del capoluogo calabrese. 

Cinquantotto anni, Paola Galeone è prefetto di Cosenza dal 23 luglio del 2018. In precedenza aveva svolto le stesse funzioni a Benevento. La Galeone é stata assunta nell'amministrazione civile dell'Interno nel dicembre del 1987 ed assegnata, come prima sede, alla Prefettura di Taranto, dove ha svolto vari ruoli. L'imprenditrice che l'ha incastrata, Cinzia Falcone, è invece presidente di 'Animed', un'associazione che si occupa di tutela dei diritti delle donne. La donna è anche pure responsabile di un centro di accoglienza per migranti a Camigliatello Silano. L'imprenditrice, pure per le sue attività in campo sociale, sarebbe stata in rapporti con la Prefettura di Cosenza.

E sarebbe stato proprio in occasione di una riunione, secondo l'ipotesi accusatoria, che la Falcone avrebbe ricevuto da Galeone la proposta di emettere la fattura fittizia. Per tale accordo, 700 euro sarebbero andati al prefetto Galeone, 500 all'imprenditrice. 

Questa, particolarmente colpita dalla proposta di Galeone, si sarebbe recata in Questura per denunciare l'accaduto. Da qui é scattata un'informativa alla Procura e la conseguente inchiesta che vede ora indagato il prefetto Galeone. Immediata la richiesta di intervento del ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, da parte di Cristian Invernizzi, deputato della Lega e commissario del partito in Calabria. 

"Se è vero che esiste un video della Polizia che riprende il prefetto mentre intasca una tangente da un imprenditore - spiega -, la dottoressa Paola Galeone andrebbe rimossa immediatamente".

Rai News

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