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C.M. Mauro su ingresso SACAL


Città Metropolitana di Reggio Calabria
«Non si può che concordare con le segreterie regionali di Filt-Cgil e Fit-Cisl su quanto affermato in merito alla gestione dell’Aeroporto dello Stretto, e soprattutto al trattamento riservato ai lavoratori, da parte della Sacal. Certo, stupisce che organismi sindacali che si sono distinti per capacità operativa e attenzione nella ‘lettura’ degli eventi si lascino andare a considerazioni dozzinali e non pertinenti sulle cause del mancato ingresso della MetroCity nella compagine azionaria della società di gestione», dichiara il vicesindaco metropolitano di Reggio Calabria Riccardo Mauro.

Rispetto a quanto scritto dagli organi apicali regionali di Filt-Cgil e Fit-Cisl, ad avviso di Mauro c’è da «effettuare una ricostruzione fedele ai fatti realmente occorsi. Innanzitutto, magari aiutandosi con un’adeguata rassegna stampa, basterà operare un piccolo sforzo di memoria per rendersi conto che la Città metropolitana e i suoi organi di governance non hanno mai lesinato critiche ai vertici della società che in atto gestisce tutt’e tre gli scali aeroportuali calabresi. Questo, per la mancata condivisione di un adeguato Piano industriale; per le ombre che si vanno addensando sulla salvaguardia dei livelli occupazionali e del traffico-passeggeri all’Aeroporto dello Stretto e negli altri due aeroporti calabresi; perché la Sacal nella gestione dei tre scali non pare aver intrapreso efficacemente una direzione a tutti chiara, frangente che, per amaro paradosso, rischia purtroppo di far diminuire ulteriormente voli effettuati e traffico-passeggeri». 

Specificamente rispetto alla possibile acquisizione di un pacchetto azionario della società di gestione dell’Aeroporto dello Stretto, del “Sant’Anna” di Crotone e dell’hub aeroportuale regionale di Lamezia Terme, «come si ricorderà quest’Amministrazione metropolitana aveva formulato un preciso atto d’impegno politico – fa presente il vicesindaco metropolitano Riccardo Mauro –, cui però non si poté dar séguito per l’impossibilità giuridica di procedere. Come evidenziato nel parere del Collegio dei Revisori dei conti della MetroCity, ai sensi del Tusp, ossia il Testo unico sulle Società partecipate dalla Pubblica amministrazione (legge n. 175 del 2016), è vietato costituire partecipazioni azionarie o sottoscrivere aumenti di capitale verso società “che abbiano registrato, per tre esercizi consecutivi, perdite d’esercizio” o “abbiano utilizzato riserve disponibili per il ripianamento di perdite anche infrannuali”. Questo, e non altri, è l’unico epperò invalicabile motivo in ragione del quale, in atto, la legge impedisce alla Città metropolitana di entrare nella società presieduta dal prefetto Arturo De Felice malgrado la mozione approvata in questo senso l’11 ottobre del 2017».

Fa altresì notare Mauro che «piaccia o meno, non esistono norme applicabili “a convenienza”. Il dettato normativo è chiaro, così come l’indicazione fornita dai revisori dei conti dell’Ente: a dispetto degli atti formali con cui la Città metropolitana aveva impegnato 1,9 milioni di euro per l’ipotizzata acquisizione di quote azionarie della Sacal, non potremo dunque darne attuazione, perché noi mai compiremo nemmeno un singolo atto in violazione dell’ordinamento giuridico italiano».


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