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Sardine a Riace: la mediocrità riciclata alla ricerca di visibilità. I dem rispondano piuttosto alle nostre denunce sullo stato della città.

Reggio Calabria 9 Gennaio 2020 - Quando il gruppo consigliare metropolitano dei “democratici” ha ieri scritto, nel tragicomico e pretestuoso attacco al sindaco Trifoli di Riace - “Chi riveste un ruolo pubblico ha responsabilità precise e rappresenta le necessità ed i bisogni di ognuno dei membri della propria comunità” – pensavamo si rivolgessero a qualcuno a loro bene noto, a quel signore, ormai totalmente avulso dalla realtà, che risponde al nome di Giuseppe Falcomatà il quale ha mandato al collasso totale la città di Reggio Calabria e anziché rispondere ai cittadini sulla situazione da terzo mondo che gli stessi sono costretti a vivere, a causa della propria incapacità, si occupa di questioni riguardanti il nulla cosmico come questa delle sardine.

Tali signori che per la situazione in cui disperatamente affoga la città non spendono una parola ne dedicano fin troppe per quanto accaduto durante quella manifestazione del cosiddetto movimento di teste vuote, esponenti politici più volte riciclati e agitatori ormai ben conosciuti e di importanza pressochè nulla.

Il fallimento totale della manifestazione a Riace, l’assenza totale di riacesi, deve aver infatti fatto salire ai massimi livelli il livore del qualche centinaio di perditempo presenti, peraltro fuori tempo massimo, giunti ad osannare il mancato premio Nobel plurindagato.

Quella di Antonio sarà certamente stata una leggerezza alla quale sono seguite prontamente le nobili scuse di un gentiluomo, ma la stessa arriva dopo mesi e mesi in cui il Trifoli ha mantenuto una calma serafica che va al di là di ogni possibilità umana dopo i continui attacchi che lo stesso ha ricevuto e continua a ricevere quotidianamente e per i quali ben pochi, oltre noi che con lui non abbiamo alcun legame politico, si sono spesi pubblicamente per difenderlo.

Questi campioni di piagnisteo continuo, ancora schiumanti di rabbia per la sconfitta che la gente onesta di Riace ha democraticamente inflitto al loro ras, sono ridicoli quando affermano che l’atto del sindaco ha esposto pubblicamente la signora o signorina  Jasmine: noi personalmente ne ricordiamo appena il nome in quanto ci riporta alla mente una principessa di un famoso cartone della Disney altrimenti non ricorderemmo neppure quello. 

Dovrebbero spiegare alla signorina o signora che chi organizza manifestazioni politiche, chi va a disturbare quelle altrui, chi rilascia quotidianamente interviste, oltre a dar sfogo al proprio smisurato ego dopo una vita vissuta nelle mediocrità dell’ombra, si espone già da se automaticamente per volontà propria al pubblico.
Non ci pare infatti che la stessa abbia fino ad oggi evitato microfoni o telecamere nonostante l’imbarazzo che le sue le idee prossime allo zero assoluto avrebbero dovuto procurarle.

Stiano tranquilli dunque i “democratici” a orologeria e la principessa Jasmine: ritorneranno anonimamente nel nulla da cui provengono.

Giuseppe Minnella
Movimento Sociale Fiamma Tricolore
Federazione di Reggio Calabria

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