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ANASSILAOS. Incontri dedicati a Raffaello Sanzio

REGGIO CALABRIA. Avranno inizio giovedì 20 febbraio presso la Sala Giuffrè (Villetta De Nava) della Biblioteca Comunale alle ore 16,45, con una conversazione introduttiva sulla vita e l’opera del Sanzio a cura di Stefano Iorfida,  gli incontri che l’Associazione culturale Anassilaos dedicherà a Raffaello nel 5° centenario della morte (1483-1520). Seguiranno ad essa, martedì 27 febbraio presso lo Spazio Open, l’incontro dedicato ad uno dei suoi più valenti allievi Polidoro da Caravaggio, morto assassinato a Messina,  a cura di Alessandro Allegra; martedì 3 marzo, sempre presso lo Spazio Open, in occasione della Giornata Mondiale della Donna, una conversazione della professoressa Elvira Leuzzi Calveri sulle  “Madonne” di Raffaello; infine  il 6 aprile, data esatta della morte dell’artista, l’Anassilaos, d’intesa con la Filiale di Poste Italiane, proporrà una mostra storico-filatelica dedicata all’Urbinate.

Altri incontri, non ancora in calendario, tratterranno specificatamente delle Stanze affrescate in Vaticano (Segnatura, Eliodoro  e Borgo) e del Raffaello architetto. Iorfida inizierà proprio da quel fatidico 6 aprile 1520, data in cui, nel compianto generale, si spense di “febbre perniciosa” uno degli artisti più apprezzati e più potenti – per l’insieme degli  incarichi che Leone X gli aveva conferito – di Roma.

Da qui il relatore ripercorrerà la vita dell’artista: la nascita a Urbino, i primi lavori in Umbria, l’apprendistato presso il Perugino, l’esperienza senese con il Pintoricchio, l’arrivo a Firenze e le commissioni ricevute da Urbino e Perugia fino all’arrivo a Roma (estate 1508), chiamato da Giulio II, su istanza di Donato Bramante, dove divenne l’artista più famoso dei suoi tempi. Una ricostruzione basata sulle testimonianze fornite dai documenti e dalla corrispondenza dei contemporanei e su Giorgio Vasari (1511 –1574), pittore, architetto e storico dell'arte italiano autore delle Vite  la cui 1^ edizione fu pubblicata a Firenze nel 1550  e la 2^, sempre a Firenze, nel 1568.

L’anniversario raffaellesco offre inoltre l’opportunità di rileggere una testimonianza preziosa, e per noi ancor più interessante, non fosse altro per l’autore, Simone Fornari, reggino di nascita (nacque nei primi anni del Cinquecento e morì intorno al 1560), autore de “La spositione sopra l’Orlando Furioso di M. Ludovico Ariosto” la cui prima parte, con dedica al Duca Cosimo dei Medici, venne pubblicata dai torchi dei Torrentini nel 1549, un anno prima del Vasari, mentre la seconda parte, con dedica all’Arcivescovo di Reggio Calabria Agostino Gonzaga venne pubblicata l’anno successivo.

Il Fornari,  in relazione al canto 33° del poema ariostesco, dove il poeta cita una serie di artisti: ““e quei che furo a’ nostri dì, o sono ora,/Leonardo, Andrea Mantegna, Gian Bellino,/duo Dossi, e quel ch’a par sculpe e colora,/Michel, piú che mortale, angel divino;/Bastiano, Rafael, Tizian, ch’onora/non men Cador, che quei Venezia e Urbino;/e gli altri di cui tal l’opra si vede,/qual de la prisca etá si legge e crede” offre anche una breve vita di Raffaello. Agli amici presenti il Circolo Filatelico di Anassilaos donerà un esemplare del valore bollato emesso nel 1970 con il Trionfo di Galatea. 

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