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La quarta scimmietta a Reggio Calabria.

Il presente è  fatto di prospettive per il futuro. Il passato solo un monito. Mai un alibi.

Il tema del prossimo editoriale a cura dell'Arciere Luigi Palamara

ECCOLO.

La quarta scimmietta Reggio Calabria

Ci si allontana sempre più dal vivere la quotidianità. Il singolo. La famiglia. La collettività.
Si cerca disperatamente quel fattore comune che ci faceva sentire parte di un gruppo.

La protesta viene quasi sempre strumentalizzata da una politica parolaia che altro non aspetta se non il suo turno.
Cambiare tutto per non cambiare nulla.

 Programmi alla "sanfasò". Ci pensiamo noi. L'importante è mandare via chi c'è già.

A noi sembra la bufala del secolo. Scorrendo i profili di chi si propone come alternativa al giovane Giuseppe Falcomatà, ci viene quasi da piangere. Zero totale.

La politica ma non non solo quella Reggina  ha toccato il fondo.

Sbalglia però Falcomatà quando pensa e dice che la colpa sia degli altri politici prima e dei cittadini adesso.

Il presente politico è fatto di prospettive per il futuro. Il passato è solo un monito, mai un alibi.
I cittadini poi vanno coccolati tutti anche i "lordazzi"  e gli incivili

I Reggini, gli italiani, oramai hanno preso le sembianze della QUARTA SCIMMIETTA. 

Le classiche 3: non vedo non sento non parlo la quarta BASTONATEMI. Mani a protezione della testa, un segno di paura di disperazione.

 Servono carezze, energie giovani, freschezza mentale, visione, sogno.

 Visione per un futuro che veda Reggio e i REGGINI Orgogliosi di essere protagonisti e abitanti di questa città.

Politici, amministratori, dirigenti,  burocrati associazioni ... FIERI di essere parte integrante.

" Noi amiamo il bello, ma con misura; amiamo la cultura dello spirito,ma senza mollezza. Usiamo ricchezza più per l'opportunità che offre all'azione che per sciocco vanto di parola, e non il riconoscere la povertà è vergognoso tra noi, ma più vergognoso non adoperarsi per fuggirla" Tucidide 

Reggio e Reggini non vogliono più essere la "quarta scimmietta" derisa, maltrattata, bastonata ....

Luigi Palamara Reggio Calabria 21 febbraio 2019

La pioggia cade nella città come il pianto della disperazione un leggero vento soffia, ci fa respirare. Ci dice che ancora siamo vivi nonostante tutto. Lacrime e disperazione. Tristezza e rabbia. Emozioni forti. Manipolate da mediocri. Nessuno sembra più credere alle Istituzioni. Le stesse Istituzioni non sono credibili.

Ci stanno rendendo schiavi. Schiavi dell'inettitudine. Delle regole senza senso, col solo fine di renderci la vita difficile. Limitare la libertà in nome di una legge non più uguale per tutti.

Entusiasmo, passione, creatività, emozioni, sentimenti, ragione, non valgono più nulla.

Una società obsoleta costruita sui sacrifici e sul sangue dei nostri padri e delle nostre madri. Da chi ha tutto dato per avere in cambio quasi nulla. Tutto per i figli, per noi.

Tutto sprecato, buttato alle ortiche. Tanto sudore, tante amarezze, tante sofferenza, tante lacrime, tanto sangue, per il nulla.

Un'eredità gestita male. Squalificata, mortificata. Ci muoviamo come fossimo i padroni del mondo e non contiamo nulla. Sogni spezzati. Crudeltà. Solo denaro. Viltà, opportunismo, cinismo. Anche nei rapporti familiari tutto è cambiato. Solo apparenza, superficialità.

Non ci mettiamo più il cuore nel fare le cose. Ci hanno spento il sorriso. Non guardiamo più nei nostri occhi. Siamo tutti diversi. Chi ci rende uguali sono la sofferenza, il dolore. Ci stanno togliendo pure quello. Ci mettono gli uni contro gli altri. Fratello contro fratello. Ci riempiono di difficoltà, di privazioni, di umiliazioni.

Guai a voi ammazza-sogni. Guai a voi delinquenti, faccendieri da strapazzo. Guai a te che ti sei arricchito col sangue degli altri.

Guai a te quando scoprirai che in ognuno vi è un cuore, una vita. Nessuna legge per te accomodante ti salverà dall'oblio, dal delirio, dal buio della morte. Le nostre anime saranno lì a ricordarti il male, il dolore che ogni istante ci hai provocato. Le privazioni alle quali ci hai costretto.

E' vero nasciamo prigionieri per diventare schiavi ma vogliamo morire liberi.
Liberi di vivere, di lavorare, di amare, di sognare, di avere paura, di essere coraggiosi, di condividere. Liberi di combattere.

Luigi Palamara

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