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Reddito di cittadinanza, ecco l’identikit di chi ha trovato lavoro


15 Febbraio 2020

Da aprile a fine gennaio sono stati assunti quasi 40mila percettori del reddito di cittadinanza: la metà risiede al Sud, un terzo al Nord. Il 65% è stato assunto con un contratto a tempo determinato, poco meno di uno su cinque con un contratto a tempo indeterminato. Per quasi la metà sono trascorsi oltre 6 mesi tra la presentazione della domanda e l’inizio del rapporto di lavoro, mentre un quarto degli occupati a tra 25 e 34 anni .

Nei centri per l’impiego 263mila patti di servizio
Sono alcuni dei dati contenuti nell’ultimo monitoraggio dell’Anpal sullo stato d’attuazione della “fase 2”, quella delle politiche del lavoro, partita in ritardo rispetto alla tabella di marcia, considerando che siamo a nove mesi dall’avvio della misura: al 31 gennaio tra i beneficiari del reddito di cittadinanza in circa 908mila erano tenuti a recarsi a centri per l’impiego, ma i convocati sono stati poco più di 529mila (58% della platea). 

Si sono presentati alla prima convocazione in 396mila ma, escludendo gli esonerati, i rinviati ai comuni (per i patti di inclusione sociale) e i 19mila segnalati all’Inps perchè non in possesso dei requisiti, nel complesso sono stati sottoscritti quasi 263mila patti di servizio, considerato il primo passo per l’attivazione nella ricerca di un impiego.

Il 58,8% di chi ha un impiego è donna
Nel dettaglio sono 39.760 i beneficiari del reddito di cittadinanza che hanno avuto un rapporto di lavoro dopo l’approvazione della domanda, nell’arco temporale che va da fine aprile 2019 a fine gennaio 2020; di questi 19.843 risiedono al Sud e nelle Isole, (50%), 12.980 al Nord (33%) e 6.782 nel Centro (17%). Le donne superano gli uomini, rispettivamente sono 23.360 rispetto a 16.392 (58,8% contro 41,2%).

La distribuzione geografica degli assunti rispecchia grosso modo la distribuzione dei beneficiari del sussidio che si concentra nelle regioni meridionali. La gran parte degli assunti risiede in Sicilia (4.833), segue la Campania (4.625), la Puglia (4.307) e la Lombardia (4.007).

Il 65,2% ha un contratto a tempo determinato
Quanto alla tipologia di contratto, in quasi 25.939 hanno avuto un tempo determinato (65,2%), in 7.815 il tempo indeterminato (19,7%), in 1.535 l’apprendistato (3,9%), in 806 un contratto di collaborazione (2%), in 3.665 altre tipologie contrattuali (9,2%). Ma quanto tempo è trascorso prima dell’inizio del rapporto di lavoro? In 18.352 ci hanno messo oltre 181 giorni a trovare un impiego(46,2%), in 11.399 tra 91 e 180 giorni (28,7%), in 7.139 tra 31 e 90 giorni (18%) e in 2.870 meno entro 30 giorni (7,2%).

Un quarto degli occupati ha da 25 a 34 anni
Quanto alle classi d’età, la fascia più grande degli occupati (9.888 beneficiari del Rdc) ha da 25 a 34 anni (24,9%), seguono i 9.649 da 35 a 44 anni (24,3%), i 8.393 da 45 a 54 anni (21,1%), i 7.230 fino a 24 anni (18,2%), i 4.180 che hanno da 55 a 64 anni (10,5%). Infine in 420 hanno 65 anni e oltre (1,1%).

Al report di Anpal, andrebbe aggiunto che non tutte le assunzioni sono ascrivibili alle nuove procedure del reddito di cittadinanza, considerando che i navigator sono operativi nei centri per l’impiego solo da settembre, che il modello Inps per consentire alle imprese di ottenere lo sgravio in caso di assunzione del percettore del Rdc è sul sito solo da metà novembre, e ancora non è operativo il sistema informatico unitario per l’incrocio tra domande e offerte di lavoro.
di Giorgio Pogliottti
Il Sole24ore

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