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Terra dei fuochi, dove si muore per cancro, scoperti 15 nuovi siti di stoccaggio rifiuti illegali


Ancora una volta la terra dei fuochi – conosciuta con questo appellativo a causa della sua tossicità e dei perenni roghi – torna agli onori della cronaca per un allarmante caso di inquinamento ambientale venuto a galla durante una operazione dei carabinieri, disposta per il contrasto allo smaltimento illegale di rifiuti.

Nel mirino dei controlli messi a segno dalle forze dell’ordine sono finiti i comuni di Giugliano in Campania, Santa Maria Capua Vetere, Pozzuoli, Afragola, Massa di Somma, Qualiano e Villa Literno. È in questi territori che sono state controllate nove attività imprenditoriali e commerciali, di cui cinque sequestrate e sette sanzionate per la mancata compilazione del registro di carico e scarico dei rifiuti prodotti impedendone la corretta tracciabilità: 36 le persone identificate, di cui 8 denunciate per sversamento illecito di rifiuti e circa 50 mila euro di sanzioni comminate e 15 nuovi siti di “stoccaggio” rifiuti individuati.

L'ennesima operazione delle forze dell’ordine ha evidenziato come nella terra dei fuochi, area tossica tra Napoli e Caserta, purtroppo si continui ad avvelenare l’ambiente. Negli ultimi anni, i residenti morti a causa del cancro superano la doppia cifra, molti sono bambini. La Regione ha indetto più volte bonifiche e provvedimenti, ma per ora si muore ancora nella “red zone” della Campania.

La mappa della morte

Il report delle indagini sanitarie svolte in seguito all’accordo di collaborazione scientifica tra l’Istituto Superiore di Sanità e la Procura di Napoli Nord ha permesso di tracciare una mappa, nella terra dei fuochi, dove il tasso di mortalità è più elevato. Purtroppo il dossier ha interessato 38 comuni delle province di Caserta e Napoli rientranti per un totale di 426 km quadrati, dove vive circa un milione di persone.

Un’area dove sono ubicati 2767 siti di smaltimento controllato o abusivo di rifiuti, anche pericolosi, in 653 dei quali risultano anche avere avuto luogo combustioni illegali, spesso commissionati dalla camorra, che per anni ha sotterrato rifiuti tossici in questa zona. Inoltre, è stata effettuata una mappatura del territorio calcolando un indicatore di esposizione a rifiuti che tiene conto della pericolosità dei siti presenti nel territorio comunale e della percentuale di popolazione che risiede nelle loro rispettive aree di impatto. In base al valore di questi indicatori sono stati divisi i comuni in quattro classi di valore crescente; nelle analisi, i comuni della prima classe sono stati poi utilizzati come popolazione di riferimento.

La zone dei tumori

Nei comuni presi in esame, 354.845 abitanti (pari al 37% della popolazione) risiedono entro 100 metri da almeno un sito (ma spesso più di uno) e questo determina una molteplicità di fonti di esposizione pericolose. Nell’area in esame e nella maggior parte dei singoli comuni, si osservano in entrambi i generi (maschile e femminile) eccessi di mortalità (periodo 2008-2015) e di incidenza (2008-2012) per tutti i tumori.

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