Subscribe Us

Coronavirus, cosa prevede il nuovo decreto firmato da Conte


Il Dpcm dell’8 marzo, pubblicato nell’edizione speciale della Gazzetta ufficiale, introduce misure drastiche per una vasta area del Nord Italia, ma diverse novità sono previste anche per il resto del territorio nazionale. 

La raccomandazione, per tutti, è di limitare il più possibile gli spostamenti e rispettare le misure igienico-sanitarie già descritte nelle precedenti normative.

La firma, alla fine, è arrivata attorno alle 3 di stanotte. Pochi istanti prima, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha illustrato in conferenza stampa i punti salienti del Dpcm (decreto del presidente del Consiglio dei ministri) che istituisce una nuova area, ben più vasta dell’iniziale ‘zona rossa’, in cui si dispone il vincolo di evitare ogni spostamento. 

Si tratta dell’intera Lombardia e di 14 altre province: Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti, Alessandria, Verbano Cusio Ossola, Novara e Vercelli. Altre misure, meno stringenti, sono state aggiunte nel decreto anche per quanto riguarda il resto d’Italia.

Il testo
Il decreto (consultabile qui) si compone di cinque articoli, più un allegato con le misure igienico-sanitarie già descritte nei precedenti provvedimenti. Di fatto, il testo riassume quelli che dovevano essere due diversi documenti, uno relativo alle aree del Nord Italia e un altro che vale su tutto il territorio. 

Queste norme sono contenute nell’articolo 1 e 2, mentre il terzo descrive le misure di informazione e prevenzione, il quarto stabilisce la competenza del monitoraggio della situazione ai prefetti e nel quinto sono elencate le disposizioni finali.

Le misure per le ‘aree isolate’
Con effetto immediato e fino al 3 aprile, viene istituito il vincolo di evitare ogni spostamento da, verso e all’interno della Regione Lombardia e delle altre 14 province oggetto del decreto. Non si tratta, ha spiegato Conte alla stampa, di una zona rossa, come nel caso della cintura sanitaria nei 10 comuni del Lodigiano e di Vo’ Euganeo (Veneto), con varchi presidiati e divieto assoluto di ingresso e uscita. 

In questo caso sarà possibile muoversi dalle aree del Nord al resto del territorio, ma solo per “comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute”. Oltre alla mobilità, il decreto dispone la chiusura di musei, palestre, piscine, teatri, cinema, pub e discoteche e lo stop ai concorsi pubblici ad esclusione del personale sanitario. 

Anche le scuole di ogni ordine e grado, università comprese, resteranno chiuse fino al 3 aprile. Fermi anche tutti gli eventi sportivi, a eccezione di quelli degli atleti professionisti, che dovranno comunque svolgersi all’aria aperta o a porte chiuse. 

Bar e ristoranti potranno restare aperti dalle 6 alle 18, ma con l’obbligo di far rispettare le misure sanitarie prescritte dal precedente decreto, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione .

Supermercati e centri commerciali saranno aperti solo nei giorni feriali. A coloro che abbiano sintomatologia da infezione respiratoria e febbre superiore ai 37,5° C si raccomanda fortemente di restare in casa, limitare le interazioni sociali e contattare il medico di famiglia.

Coronavirus, il nuovo decreto e lo sport
sport.sky.it
Le sanzioni
Come già nei decreti precedenti relativi all’emergenza coronavirus, per quanto riguarda le sanzioni, il testo fa riferimento all’articolo 650 del Codice penale, secondo cui “chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro”.

Nel resto d’Italia
La sospensione delle attività ludico-ricerative e sportive vale anche per il resto del territorio nazionale, dove invece potranno restare aperti negozi e ristoranti. La chiusura delle scuole non subisce al momento proroghe e dovrebbe durare fino al 15 marzo. Stretta poi su colloqui, permessi e libertà vigilata per i detenuti in carcere. 

L’articolo due detta inoltre le seguenti regole che valgono anche per le zone isolate. Il divieto assoluto di non lasciare l’abitazione a chi è stato posto in quarantena o sia risultato positivo al Covid-19. Per quanto riguarda gli accessi alle strutture sanitarie, è fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di sostare nelle aree di pronto soccorso e nei dipartimenti di emergenza e accettazione. Ai datori di lavoro si raccomanda di concedere ferie e congedi.

Posta un commento

0 Commenti