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Coronavirus, l’azienda tessile Miroglio ha convertito la produzione da abbigliamento a mascherine chirurgiche


È partita ieri la prima tranche da 20mila mascherine destinate agli operatori sanitari piemontesi realizzata dall’azienda tessile di Alba Miroglio, che da giovedì ha convertito la propria produzione dagli abiti a questi presidi fondamentali.

Ovunque in Italia è emergenza mascherine, quel presidio fondamentale nell’incessante lotta al Coronavirus in corso. Per questo, la corsa alla produzione e al recupero di questi preziosi oggetti sta coinvolgendo tutte le realtà possibili. E per questo, le istituzioni stanno chiedendo l’aiuto di tutti.

Come la Regione Piemonte, che mercoledì scorso ha chiesto aiuto a un’azienda tessile di Alba, la Miroglio, per la realizzazione di 600mila mascherine chirurgiche da destinare al personale sanitario della regione.

La Miroglio ha realizzato rapidamente un prototipo, subito validato dalla Regione, e a partire da giovedì 12 marzo ha convertito la propria produzione dall’abbigliamento alle mascherine chirurgiche in cotone idrorepellente, rivestite di una resina speciale ottima per non far penetrare il virus e addirittura sottoponibili a 10 lavaggi, così da poter essere riutilizzate.

Ieri, sabato 14 marzo è stato consegnata la prima tranche da 20 mila mascherine e la produzione è appena iniziata. Una volta portata a regime, si potrà arrivare a produrre 75-100 mila mascherine al giorno, in modo tale da soddisfare le centinaia di richieste arrivate all’azienda in questi giorni. 

E non è tutto. Come scrive il Corriere della Sera in questo articolo, il costo di produzione del primo lotto di 600mila mascherine sarà totalmente coperto da Giuseppe Miroglio, vice presidente del gruppo.

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