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Coronavirus, notizie e dati del 22 marzo

Prima è arrivata in soccorso la Cina. Ora anche la Russia e Cuba hanno deciso di dare una mano all’Italia, inviando nel Paese dispositivi e personale specializzato. Gli aiuti sono destinati soprattutto alla Lombardia, dove gli ospedali sono al collasso e il numero delle persone positive sembra crescere ad un ritmo più alto che altrove. Il sindaco di Bergamo ha detto che stanno scomparendo intere generazioni mentre quello di Brescia parla di un territorio “allo stremo”. Preoccupazione anche in Spagna, Germania e negli Usa dove il governatore dello stato di New York chiede di costruire nuovi ospedali.

Alle 18 di domenica 23 marzo, stando ai dati della Protezione civile, sono 46.638 le persone attualmente positive al virus (3.957 in più rispetto a ieri). I morti sono 5.476 (651 in più nelle ultime 24 ore), 7.024 persone sono invece guarite (952 in più rispetto a ieri). Tra i contagiati, 19.855 sono ospedalizzati, 3.000 sono in terapia intensiva e 23.783 si stanno curando a casa. Le persone che hanno contratto il virus dall’inizio dell’epidemia sono 59.138.
Tra le ultime persone morte c’è anche il padre del paziente “uno“, il 38enne di Codogno cui per primo venne diagnosticato il virus il 20 febbraio scorso. La vittima abitava a Castiglione d’Adda, comune in provincia di Lodi poi diventato zona rossa, dove sono stati registrati altri 62 decessi. Il paziente uno, invece, è migliorato dopo essere rimasto per quasi un mese in terapia intensiva in gravi condizioni e verrà dimesso nelle prossime ore.
In un’intervista alla Stampa, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha detto che è come essere in guerra ed è giusto chiudere tutto. “Al momento riteniamo che l’adozione di coraggiosi nuovi provvedimenti restrittivi possa rappresentare l’unica soluzione per una tragedia che sembra oggi non avere fine. La nostra provincia in questi giorni sta vedendo morire tanti uomini e donne e cancellare intere generazioni, senza nemmeno poter dare loro un degno saluto”.

Un altro territorio allo stremo è Brescia.”Questo dolore ci cambierà per sempre”, ha detto il primo cittadino della città Emilio Del Bono in un’intervista al Corriere della Sera. “Ho chiesto [a Conte] che venga semplificata al massimo la burocrazia per le imprese che hanno deciso di convertire le loro attività per produrre mascherine e respiratori”.
È invece risultato positivo il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti. “Ho febbre e un pò di tosse e raffreddore, ma non ho problemi respiratori e spero di non averne anche nei prossimi giorni”, ha annunciato con un post su Facebook. “Devo tenermi monitorato e rallentare i ritmi perché non sono in forma, ma continuo a lavorare dalla nostra casa”.
Per aiutare l’Italia a gestire la situazione, il presidente russo Vladimir Putin ha deciso di inviare nel nostro Paese otto brigate mobili di medici militari, veicoli speciali per la disinfezione e altre attrezzature mediche. Sono, invece, già arrivati a Crema, in Lombardia, 37 medici e 15 infermieri cubani specializzati nel trattamento di malattie infettive. Nei prossimi giorni inizieranno a prestare servizio al Nord anche 300 medici italiani, selezionati tra coloro che hanno risposto al bando del governo e della Protezione civile. Finora 7.923 camici bianchi hanno dato la loro disponibilità.

Le nuove misure restrittive

Nella tarda serata del 21 marzo, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato la chiusura di tutte le attività economiche “non necessarie”. Resteranno aperti, tra gli altri, supermercati e farmacie, ma non è ancora stato diffuso un elenco ufficiale né è stato pubblicato il decreto: cosa che ha fatto infuriare le opposizioni, così come Calenda e Renzi.

repubblica.it

Nelle ultime ore si sono mosse in maniera autonoma anche alcune Regioni. Le prime ad annunciare una nuova stretta sono state Lombardia e Piemonte. Il Comune di Milano ha anche deciso di usare l’hotel Michelangelo, in accordo con la proprietà, come luogo di quarantena. “Ha circa 300 camere ed era già in chiusura prima del coronavirus”, ha detto il sindaco Beppe Sala. “Ora noi lo prendiamo per metterlo a disposizione di prefettura e autorità sanitaria“.

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A partire da oggi e fino al 3 aprile sarà poi vietato, per le persone, entrare o uscire dalla Calabria se non per comprovate esigenze lavorative legate all’offerta di servizi essenziali o gravi motivi di salute. Lo ha reso noto la presidente della Regione Jole Santinelli specificando che “ai trasgressori si applica la misura immediata della quarantena obbligatoria per 14 giorni”. Misure simili sono state adottate anche dalla Basilicata che aveva registrato un nuovo esodo di persone provenienti dal Nord.
Le sanzioni non sembrano intimorire tutti. Dall’inizio dell’epidemia, più di 80mila persone non si sono attenute alle disposizioni. 11.068 di queste solo nella giornata di ieri, 21 marzo.

Le parole di Mattarella

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scritto una lettera di risposta al presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier per ringraziarlo della sua vicinanza (il presidente tedesco aveva inviato una lettera scritta a mano da lui stesso, ndr). “Stiamo affrontando tutti questo pericolo, inatteso e grave”, si legge nel testo. “Qui, in numerosi territori, con tante vittime, viene decimata la generazione più anziana, composta da persone che costituiscono per i più giovani punto di riferimento non soltanto negli affetti ma anche nella vita quotidiana”.
E ancora: “L’Unione europea, con i suoi vertici, sta operando con serietà e determinazione di fronte all’emergenza coronavirus. Sono certo che continuerà a farlo: i nostri concittadini hanno bisogno di avvertire l’efficace vicinanza dell’azione dell’Ue“.

La situazione in Europa

In Spagna il numero dei contagiati è salito a 28.572 e quello dei morti a 1.720 (+30% nelle ultime 24 ore) e a Madrid serve il doppio dei posti letto in terapia intensiva rispetto a quelli disponibili. A fronte di questa emergenza, il governo del socialista Pedro Sanchez ha deciso di prorogare lo stato di allerta di altre due settimane, fino al 12 aprile. “Il peggio deve ancora venire e metterà alla prova i limiti delle nostre capacita”, ha spiegato Sanchez.
Il premier del Regno Unito Boris Johnson, che solo negli ultimi giorni ha optato per una strategia di contenimento del virus, ha chiesto ai suoi concittadini “uno sforzo nazionale eroico e collettivo” affinché non si riproduca lo “scenario italiano”.
La Francia ha dichiarato lo stato d’emergenza sanitaria per due mesi mentre la Germania abbandonerà per la prima volta il principio costituzionale del pareggio di bilancio per stanziare fondi record.
Il Kosovo ha registrato il primo decesso legato al Covid-19. Si tratta di un uomo di 85 anni, padre di una persona positiva che era tornata di recente dall’Italia. Le persone che hanno contratto il virus nel Paese sono 31.
Nei prossimi giorni, un ulteriore aiuto economico potrebbe arrivare dalla Banca Centrale europea. Isabel Schnabel, membro tedesco del comitato esecutivo, ha detto in un’intervista ad un prestigioso quotidiano tedesco che “nessun Paese può essere indifferente a ciò che accade” e “l’emissione di ‘coronabond’ una tantum sarebbe concepibile. Sta ai politici decidere”. I coronabond, invocati da Conte, sono titoli di finanziamento emessi e garantiti a livello europeo, quindi con standard creditizio migliore rispetto a quello dei governi.

Le ultime dal resto del mondo

In Cina, si sono registrati 46 nuovi casi da sabato e 6 decessi. La quasi totalità delle persone scoperte positive al test sul virus SARS-CoV-2 sono “contagi di ritorno”, ovvero persone che erano all’estero e sono tornate in patria.
In Iran il numero ufficiale delle vittime comunicato dalle autorità ha superato le 1.600 unità e i contagi sono oltre 21.000. Nonostante la palese difficoltà, la guida suprema Khamenei rifiuta ogni possibile aiuto dagli Stati Uniti (che avevano fatto delle offerte) dicendo che proprio gli americani “potrebbero aver creato il virus”.
Gli Stati Uniti sono il quarto Paese al mondo con più contagi dopo Cina e Italia. I dati della Johns Hopkins parlano infatti di 27mila positivi e oltre 300 decessi. La situazione è particolarmente preoccupante nello stato di New York, motivo per cui il governatore Andrew Cuomo ha chiesto di costruire nuovi ospedali.
L’Australia, che nei giorni chiusi aveva deciso di vietare l’ingresso nel Paese ai non residenti, imporrà a partire da domani la chiusura di pub, ristoranti, club, cinema, casinò e luoghi di culto. Resteranno aperti i supermercati e le scuole. I casi confermati nel Paese sono 1.315 stando agli ultimi dati.
Sorprendono invece i dati dell’India. Il Paese confina con la Cina ed è densamente abitato, ma finora sono stati registrati solo 250 casi di contagio e 5 decessi legati al coronavirus. Anche in Giappone risultano relativamente pochi casi (966) e decessi (35) nonostante il governo abbia tardato ad adottare misure restrittive. Secondo alcuni, le autorità vogliono dare l’idea di una situazione migliore di quella reale per non compromettere lo svolgimento delle Olimpiadi, in programma a Tokyo.

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