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Emergenza Coronavirus: dalla Sicilia alla Valle d’Aosta, i divieti regione per regione

Nell’attesa che il Governo decida con un nuovo Dpcm di far scattare la stretta su passeggiate e attività sportive all’aperto, non sono mancate le ordinanze (anche dei comuni). A Roma nuove direttive alle pattuglie della Polizia locale: vanno fermati tutti i veicoli, non semplicemente a campione
di An.C.

20 marzo 2020

Misure in ordine sparso. Nell’attesa che scatti con un nuovo Dpcm la nuova stretta su passeggiate e sport all’aperto, alcune Regioni si sono mosse per evitare che il coronavirus contagi sempre più persone, creando una sittuazione ingestibile dal punto di vista sanitario. Intanto a Roma una comunicazione interna della Polizia municipale prevede che a partire da questo fine settimana che debbano essere fermati tutti i veicoli e non semplicemente a campione al fine di verificare la legittimità degli spostamenti. «I veicoli devono essere tutti accodati - si legge nel documento interno - e devono essere tutti sottoposti a controlli».

In Valle d’Aosta stop allo sport all’aria aperta
Il timore che il Coronavirus possa registrare nuovi contagi spinge le amministrazioni a muoversi. Il presidente della Valle d’Aosta ha vietato l’attività motoria e sportiva sia a piedi che in bicicletta. Nella regione lo spostamento a piedi sarà consentito solo per lavoro, necessità o salute ed è stata disposta anche la chiusura di tutti i cantieri.

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Saracinesche chiuse in Friuli Venezia Giulia la domenica
Un provvedimento simile è stato adottato anche in Friuli Venezia Giulia, che al pacchetto delle misure restrittive aggiunge anche la chiusura, di domenica, degli esercizi commerciali di qualsiasi natura, escluse le farmacie, le parafarmacie e le edicole.

In Sicilia si può uscire solo una volta al giorno
In una direzione analoga è andata la Regione Sicilia. Un’ordinanza del governatore Nello Musumeci prevede che tutti gli esercizi commerciali attualmente autorizzati, a eccezione di farmacie di turno ed edicole, debbano restare chiusi la domenica. Si potrà uscire una sola volta al giorno per gli acquisti essenziali, a eccezione dei farmaci. Vietata l’attività motoria all’aperto.

Emilia Romagna: stop alle bici e alle corse
Con una nuova ordinanza, l’Emilia-Romagna ha deciso un’ulteriore stretta per limitare ancora di più gli assembramenti non necessari di persone. Oltre a chiudere parchi e giardini - una restrizione già adottata da numerosi sindaci della Regione - il governatore Stefano Bonaccini ha soprattutto posto lo stop a passeggiate, biciclettate e corsette al di fuori dello stretto necessario. Non saranno vietate, ma concesse solo «in prossimità del proprio domicilio». Esattamente la direzione invocata da Lombardia e Veneto nelle scorse ore e verso cui potrebbe andare molto presto anche il Governo.

Nelle Marche parchi chiusi al pubblico
Nelle Marche con un’ordinanza firmata dal presidente della Regione Luca Ceriscioli sono stati chiusi al pubblico,con divieto d’accesso, spiagge, parchi, parchi gioco e giardini pubblici. Uso della bicicletta e spostamento a piedi consentiti esclusivamente per le motivazioni ammesse per gli spostamenti delle persone fisiche (lavoro, ragioni di salute o altre necessità come gli acquisti di generi alimentari). Nel caso in cui la motivazione degli spostamenti «sia l’attività motoria (passeggiata per ragioni di salute) o l’uscita con l’animale di compagnia per le sue esigenze fisiologiche, si è obbligati a restare in prossimità della propria abitazione e deve essere svolta individualmente».

Scelta analoga dal Veneto: fino al 3 aprile
Il presidente del Veneto Luca Zaia ha firmato l’ordinanza con cui sono chiusi parchi e giardini pubblici all’aperto. La norma vale fino al 3 aprile. L’uso della bicicletta e lo spostamento a piedi nei centri urbani è soggetto alle limitazioni per le motivazioni ammesse dal Dpcm e con l’autodichiarazione. Per uscite legate a spesa o a bisogni degli animali la persona è obbligata a non superare i 200 metri dall’abitazione, con obbligo di controllo. Chiusi i negozi di generi alimentari nei giorni festivi.

Verso nuova stretta Piemonte su attività all’aperto
Un nuova stretta per contrastare la diffusione del coronavirus si va delineando in Piemonte. Il presidente della Regione, Alberto Cirio, è pronto a firmare una nuova ordinanza per ridurre ulteriormente le attività all’aperto.

Paese Calabria previene: zona rossa e coprifuoco
Ma a muoversi in anticipo sono anche i comuni. Anche quelli che fortunatamente allo stato attuale non devono affrontare situazioni di emergenza. A A Cinquefrondi, 7 mila abitanti in provincia di Reggio Calabria, non ci sono casi di contagio da coronavirus, ma il sindaco Michele Conia ha deciso di non far correre rischi alla popolazione e perciò con una ordinanza ha disposto la chiusura della cittadina. In pratica non si può uscire da Cinquefrondi, nè entrarvi, se non per motivi di necessità, cioè «comprovate esigenze lavorative, motivi di salute o rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza». Tra le diverse soluzioni, l’ordinanza prevede «il divieto assoluto di sostare sulle panchine di piazze, viali e luoghi pubblici». Mentre «gli animali d’affezione possono essere portati fuori da casa per le esigenze fisiologiche, ma nelle immediate adiacenze della propria abitazione, e per il tempo strettamente necessario».

Montesilvano: con cani solo entro 400 metri da casa
Vietato circolare a piedi o con velocipedi senza «comprovate esigenze»; vietate tutte le attività motorie e sportive all’aperto; le passeggiate con i cani devono avvenire entro i 400 metri di distanza dalla propria abitazione; la spesa va fatta a non oltre un chilometro da casa o nelle immediate vicinanze del luogo di lavoro. Sono le restrizioni introdotte a Montesilvano dal sindaco, Ottavio De Martinis, che ha firmato un’apposita ordinanza finalizzata a contenere la diffusione del coronavirus. Nella città adriatica i casi di positività al Covid-19 stanno aumentando rapidamente.

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