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Il governo va verso la proroga di un mese del blocco totale per il coronavirus

di Albachiara Re
Contributor

19 MAR, 2020

L'ha detto il presidente del consiglio Giuseppe Conte parlando con la stampa. Per ora non ci sono nuove date, ma l'esempio a cui far riferimento è quello della Cina, dove scuole e attività continuano a essere chiuse nonostante l'azzeramento dei contagi

(Photo by Ivan Romano/Getty Images)

Il decreto del presidente del consiglio che ha trasformato tutta l’Italia nella cosiddetta zona di sicurezza – in vigore dal 10 marzo – ha efficacia fino al 3 aprile. A questo ne è seguito un altro, qualche giorno dopo, che ha disposto invece la chiusura dei servizi non essenziali fino al 25 marzo. Ma il numero dei contagi che non accenna ancora a diminuire e mostra, anzi, che la fine dell’emergenza è ancora lontana, sta spingendo il governo a varare nuove misure che proroghino quelle già esistenti.

Le parole del premier Conte

Il presidente Giuseppe Conte, raggiunto dai giornalisti alla fine di una riunione a Palazzo Chigi con gli altri ministri, ha spiegato che “i provvedimenti – sia quello che ha chiuso molto delle attività aziendali e individuali del paese, sia quello che riguarda la scuola – non potranno che andare oltre la scadenza”. L’obiettivo è sempre lo stesso: ridurre al minimo i contatti sociali ed evitare che il sistema sanitario nazionale, già allo stremo, arrivi al collasso. “Le misure restrittive stanno funzionando” – ha aggiunto ancora Conte – “ma è ovvio che, anche se dovessimo raggiunger un picco e il contagio dovesse cominciare a decrescere,  non potremo tornare subito alla vita di prima”.

Al momento non ci sono ancora date certe, e nei prossimi giorni sapremo di più. Quanto detto, però, dal Comitato tecnico scientifico il 9 marzo, alla vigilia dell’approvazione del decreto, potrebbe dare un prospetto più chiaro: all’epoca il panel di esperti, riguardo alla chiusura delle scuole, disse che il provvedimento avrebbe potuto essere efficace solo se la chiusura si fosse protratta per 60 giorni. Contando i giorni dal 3 aprile, per ipotesi, una possibile data di rientro sarebbe il 6 maggio: ma è tutto da vedere. D’altronde in Cina, dove pure non ci sono nuovi contagi, le scuole e le attività commerciali continuano a rimanere chiuse.

Tuttavia Conte ha tenuto a chiarire che nei prossimi giorni ci sarà solo una proroga e non un inasprimento delle misure. “Al momento non pensiamo ad altri provvedimenti di largo respiro” – ha sottolineato il premier – “ma se non saranno rispettati i divieti dovremo agire”. E agire vuol dire applicare in modo severo le sanzioni penali già previste, perché “è inammissibile trasformare i luoghi pubblici in punti di assembramento per fare, ad esempio, attività sportiva”.

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