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Il sindaco Falcomatà alla marcia per la pace ad Arghillà

Il sindaco Giuseppe Falcomatà ha preso parte alla “Marcia mondiale per la pace e la non violenza” che, domenica mattina, ha riempito di gente, colori e speranza le vie del quartiere di Arghillà. L’iniziativa, che ha visto la partecipazione anche di numerosi consiglieri ed assessori comunali, per il sindaco Falcomatà parte da un punto di vista preciso: «Non c’è pace se non c’è pace sociale. La violenza non si combatte se non esistono la giustizia, la solidarietà e se mancano i principali elementi per far diventare un quartiere comunità».

«Ringrazio gli organizzatori, Nuccio Barillà e Legambiente in testa – ha detto Falcomatà – oltre tutte le associazioni che, quotidianamente, portano un contributo straordinario sul territorio rappresentando presidio sociale e di legalità. Arghillà, in questi anni, è stata abitata dalle istituzioni che hanno restituito spazi di socialità come la piazzetta di Modenelle e programmando iniziative di respiro internazionale come la “Giornata dell’Accoglienza” e la realizzazione del murales contro ogni forma di razzismo opera del grande street-artist Rosk».

«L’Amministrazione comunale – ha aggiunto – è presente con una strategia precisa destinata a far rivivere il rione attraverso il Masterplan che riempirà l’ambiente di diversi campi “playground” così da far uscire i giovani dalle case e farli stare assieme in condizioni di sicurezza, socialità ed armonia intorno alla bellezza delle arti caratterizzata dal parco dei murales. Di recente, poi, la giunta ha destinato uno spazio all’Associazione calabrese di Epatologia onlus (Ace), probabilmente uno degli atti più significativi in questi anni, che farà sorgere un centro medico solidale andando in contro ai fabbisogni ed alle necessità delle famiglie meno abbienti.

 Insomma, da ghetto, da luogo ameno ed anche geograficamente nascosto all’attenzione della cittadinanza, Arghillà diventa sempre più luogo che deve tornare ad essere vissuto dalla gente, dalle istituzioni e dalle associazioni che, tutte insieme, oggi testimoniano l’attaccamento verso il territorio e la loro incondizionata voglia di miglioramento delle condizioni di vita».

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