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Oggi 25 marzo ricorre la Solennità dell’Annunciazione del Signore. Festa del Sì di Maria


Mancano 9 mesi a Natale 
(nascita di Gesù)

"Allora Maria disse: «Eccomi sono la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei"

(Lc 1,26-38).

Cari amici oggi è un grande giorno, è la festa dell’annuncio dell’angelo a Maria, ma anche la festa del Sì di Maria, infatti i religiosi festeggiano oggi la loro festa, la festa del loro si. Questo ci fa riflettere in maniera particolare sul nostro sì: chiediamoci se abbiamo saputo ascoltare la voce di Dio nella nostra vita, se abbiamo saputo dire il nostro sì ed oggi rinnoviamolo con fede con coraggio. Offriamo in questa gioirno  il nostro Rosario a Maria perchè lei ci guidi al nostro Sì quotidiano alla Volontà di Dio nella nostra vita.

Cari figli, vi invito anche oggi ad aprirvi alla preghiera. Figlioli, vivete in un tempo nel quale Dio vi dona grandi grazie, ma voi non sapete utilizzarle. Vi preoccupate di tutto il resto, e dell’anima e della vita spirituale il minimo. Svegliatevi dal sonno stanco della vostra anima e dite a Dio con tutta la forza Si. Decidetevi per la conversione e la santità. Sono con voi, figlioli, e vi invito alla perfezione della vostra anima e di tutto quello che fate. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.25 marzo 2001

Il contenuto dell’Annunciazione riguarda il Messia e al tempo stesso l’intimo rapporto tra Madre e Figlio, come si deduce dalle parole dell’angelo Gabriele: “Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta tra le donne… Lo Spirito Santo verrà sopra di te e la potenza dell’Altissimo ti renderà sotto la sua ombra per questo il bambino santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio di Dio”. E’ a motivo di questo intimo rapporto che Maria verrà chiamata “Madre di Dio”.

L’angelo usa il linguaggio dei profeti del Vecchio Testamento nelle loro profezie messianiche, iniziando con l’invito alla gioia e garantendo l’aiuto di Dio alla Vergine prescelta all’alta missione. Maria è oggetto delle compiacenze divine: il Signore è con lei, ha trovato grazia agli occhi dell’Altissimo, sarà vergine e Madre di Dio. Maria stessa riconosce nelle parole dell’angelo i termini profetici che preludono alla rivelazione concernente il Messia.

Confrontando la profondità religiosa del fidente abbandono di Maria al volere divino con ciò che vi è di soprannaturale nello stesso annuncio, possiamo affermare che al momento della sua risposta definitiva, del “fiat”, in lei era già presente in maniera reale ciò che sarebbe diventato a poco a poco manifesto nel corso della sua vita, grazie al contatto col suo divin Figlio. “Nel momento dell’Annunciazione, Maria è la più alta espressione dell’attesa di Dio e del Messia nell’Antico Testamento; è la sintesi e il punto culminante dell’attesa messianica ebraica. 

E’ così che la vede S. Luca nel “Magnificat”; è così che la vede la patristica che va rivivendo nella teologia contemporanea.
A causa della grazia della sua nascita senza macchia e della sua consacrazione verginale a Dio, Maria è stata, nei confronti della luce della fede, d’una ricettività eccezionalmente squisita e delicata. Grazie a ciò, ella ha indicato, nella sua persona, l’apertura fondamentale e sempre più precisa in cui doveva sbocciare l’attesa dell’Antico Testamento per Jahvè-Salvatore ”

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