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Yemen. 56 mila contagiati dal colera. Oxfam: è la più grave emergenza umanitaria in atto


Sono più di 56 mila le persone contagiate dal colera in Yemen dall’inizio del 2020. Nel 2019, si era registrato il secondo più alto aumento di contagi dallo scoppio dell’epidemia: oltre 860 mila casi sospetti, con oltre mille vittime, poco meno del milione registrato nel 2017. Il totale degli yemeniti contagiati dal colera supera così i 2,2 milioni dal 2017, ed è dunque questa la più grave emergenza umanitaria al mondo, come ribadito dalle Nazioni Unite, che denunciano le difficoltà a soccorrere la popolazione a causa di una guerra insensata che dura da 5 anni e che ha già fatto 12 mila vittime civili e più di 100 mila morti in totale.

“Mentre il sistema sanitario è ormai al collasso, con solo la metà delle strutture in funzione in tutto il paese a causa dei bombardamenti e degli scontri degli ultimi anni, il numero di contagi potrebbe aumentare con l’arrivo della stagione delle piogge in aprile – ha detto Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia – Sarebbe l’ennesimo colpo per un popolo che ha già sofferto orrori indicibili”.

Il nord del Paese è allo stremo, mentre l’epidemia continua a dilagare Dopo aver registrato nel 2017 il più alto numero di casi di colera, il nord dello Yemen, rimane la zona a maggior rischio per la quasi totale mancanza di fonti d’acqua pulita, soprattutto nei cinque governatorati di Sanàa, Hajjah, Hudaydah, Taiz e Dhamar. Un’epidemia che quindi dall’aprile del 2017 – quando sfuggì subito dal controllo contagiando 360 mila persone nei primi tre mesi – continua a dilagare nel Paese con il numero di casi che sono tornati a salire l’anno scorso, dopo una leggera flessione nel 2018.
“La popolazione dello Yemen ancora una volta deve affrontare una prova durissima, nella quasi totale indifferenza del resto del mondo. – continua Pezzati – La mancanza di acqua e cibo espone la popolazione, soprattutto le comunità più povere e vulnerabili, ad epidemie come questa. 10 milioni di persone sono sull’orlo della carestia, più di 17 non hanno accesso ad acqua pulita e servizi igienico sanitari”.

Nel frattempo le scorte di medicine e materiali sanitari si stanno esaurendo, mentre le fluttuazioni nei tassi di cambio hanno fatto schizzare alle stelle il prezzo del carburante, aumentando di conseguenza i costi di trasporto di acqua pulita con i camion–cisterna, nelle zone dove la popolazione non ha fonti d’acqua sotterranee a cui poter attingere.
FarodiRoma

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