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Carlo Bonomi è il presidente designato di Confindustria: “Politica smarrita, dobbiamo agire”


Con 123 voti a 60 il numero uno di Assolombarda prevale su Mattioli al termine del voto telematico a distanza dei 183 componenti del Consiglio generale. Il 30 il secondo step col voto su squadra e programma.  A maggio la proclamazione finale        

PAOLO BARONI

ROMA. Carlo Bonomi è il nuovo presidente designato di Confindustria. Il voto on line dei 183 componenti del Consiglio generale lo ha premiato a scapito dell’altro candidato, la vicepresidente con delega per l’internazionalizzazione Licia Mattioli. Bonomi ha ottenuto 123 voti, Mattioli 60.  Nessuna scheda nulla e nessuna bianca.
Al termine delle consultazioni svolte nelle settimane passate dai saggi a Bononi erano stati attribuiti 109 voti ed alla Mattioli 48. «Non è il momento di gioire – queste le sue prime parole -. Dobbiamo metterci immediatamente in condizioni operative tali per affrontare con massima chiarezza ed energia la sfida tremenda che è davanti a noi: continuare a portare la posizione di Confindustria su tutti i tavolo necessari rispetto ad una classe politica che mi sembra molto smarrita in questo momento, che non ha idea della strada che deve percorrere il nostro Paese». 

Il dito è puntato in una chiara direzione: «La politica ci ha esposto ad un pregiudizio fortemente anti-industriale che sta tornando in maniera importante in questo Paese», ha detto nel Consiglio generale, a porte chiuse, dopo il voto riferendosi all’emergenza lockdown, «Non pesavo di sentire più l'ingiuria che le imprese sono indifferenti alla vita dei propri collaboratori. Sentire certe affermazioni da parte del sindacato mi ha colpito profondamente. Credo che dobbiamo rispondere con assoluta fermezza».

Chi è Carlo Bonomi, il nuovo presidente di Confindustria

Il presidente dell’Assolombarda, il primo a scendere in campo ormai oltre un anno fa, in quanto espressione dell’associazione territoriale più forte era dato da subito come il candidato favorito ed i saggi l’avrebbero voluto proporre come candidato unico scontrandosi però con l’ex presidente degli industriali torinese che dopo aver certificato di disporre del 20% dei voti assembleari in base allo statuto ha chiesto ed ottenuto di andare alla conta finale. Consenso che Bonomia ha conservato sino alla fine nonostante il tentativo di rimonta della Mattioli.

La riunione del Consiglio, con tutti i delegati collegati in videoconferenza, è iniziata puntale alle 10. Presenti a Roma solo una decina di persone, tra cui i due candidati, il presidente uscente Vincenzo Boccia e il direttore generale Marcella Pannucci. Tutti i presenti indossavano ovviamente mascherina e guanti.
Tanti i complimenti per Bonomi che «ha di fronte a sé una serie di sfide epocali e il sistema confindustriale lombardo garantirà tutto il supporto necessario per affrontarle e vincerle», evidenzia il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti, poiché con questa presidenza «l’industria italiana inizia una nuova stagione all’insegna del cambiamento». 

Per Enrico Carraro, Confindustria Veneto, «la larga maggioranza dei voti raccolti segna la volontà da parte del sistema, Veneto compreso, di raggiungere un'unità oggi ancora più indispensabile. È necessario fare squadra e raccogliere le forze per affrontare un momento estremamente difficile. Sono certo che anche il presidente designato lavorerò da subito in questa direzione». Il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, sottolinea che «avere ai vertici di Confindustria un presidente della nostra regione è per tutti noi un motivo di soddisfazione in più, così come proprio l'importante esperienza maturata a Milano gli consentirà di ricoprire questo incarico con quella concretezza tipica dei lombardi».
Bonomi, nato a Crema quasi 54 anni fa, oltre ad essere da tre anni il presidente degli industriali di Milano, Monza e Brianza, è un imprenditore del settore biomedicale e presiede il cda della Synopo spa.  membro del consiglio generale di Aspen Italia, e siede nei cda dell’Ispi e dell’Università Bocconi. 
Il passaggio odierno, sancito da un voto segreto (e validato dai probiviri) che i componenti del consiglio generale hanno espresso attraverso una piattaforma informatica, per andare a buon fine necessita però di un ulteriore step: il prossimo 30 aprile il presidente incaricato dovrà infatti sottoporre al voto sempre dello stesso consiglio e le stesse modalità tecniche sia il programma che la nuova squadra di presidenza.

Una volta superato questo passaggio, la consacrazione definitiva avverrà il 20 maggio quando, ancora una volta in videoconferenza, si riunirà l’assemblea privata dell’associazione che tradizionalmente precede di un giorno l’assemblea pubblica. Che con ogni probabilità però quest’anno non si terrà il 21 maggio ma dovrebbe essere rinviata a settembre/ottobre dal momento che il lockdown per ora esteso sino al 3 maggio difficilmente consentirà di poter organizzare la convention annuale in tempi tanto stretti.

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