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Cosa succede intanto nel mondo

I soccorsi dopo l’attentato ad Afrin, Siria, 28 aprile 2020

Siria
Il 28 aprile almeno 46 persone sono morte nell’esplosione di un camion-bomba in un mercato ad Afrin, nel nord del paese, controllata dal 2018 dall’esercito turco e da milizie alleate di Ankara. La maggior parte delle vittime sono civili, tra cui undici bambini. L’attentato non è stato rivendicato, ma il ministero della difesa turco l’ha attribuito alla milizia curda Ypg.

Brasile
Il giudice della corte suprema José Celso de Mello ha ordinato il 27 aprile l’apertura di un’inchiesta contro il presidente Jair Bolsonaro, accusato di ingerenze nelle indagini della polizia. L’inchiesta si basa sulle accuse di Sérgio Moro, simbolo della lotta alla corruzione, che la settimana scorsa si è dimesso da ministro della giustizia accusando Bolsonaro di aver sostituito il capo della polizia federale per poter interferire nelle indagini. L’inchiesta potrebbe portare a una procedura di destituzione di Bolsonaro o a una denuncia per diffamazione nei confronti di Moro.

Ciad
Il 28 aprile l’assemblea nazionale ha approvato all’unanimità l’abolizione della pena di morte, che era ammessa solo per il reato di terrorismo. La misura entrerà in vigore dopo la ratifica del presidente Idriss Déby. L’ultima esecuzione nel paese risale al 2015, quando dieci membri del gruppo jihadista Boko haram furono messi a morte per il loro coinvolgimento in un duplice attentato suicida nella capitale N’Djamena.

Costa d’Avorio
Il 28 aprile Guillaume Soro, candidato alle elezioni presidenziali di ottobre, è stato condannato dal tribunale di Abidjan a 20 anni di prigione per appropriazione indebita e riciclaggio. Soro, che è stato multato per 4,5 miliardi di franchi Cfa (circa 6,8 milioni di euro) e privato dei diritti civili, è accusato di aver acquistato la sua residenza privata usando fondi pubblici nel 2007, quando era primo ministro. Soro, 47 anni, ex leader della resistenza ivoriana, oggi vive in Francia.

Repubblica Ceca
Il sindaco di Praga Zdeněk Hřib ha confermato il 27 aprile di essere stato sottoposto a protezione da parte della polizia, senza precisare per quale tipo di minaccia. Secondo la stampa locale, Hřib avrebbe ricevuto minacce di morte dopo lo smantellamento, il 3 aprile, di una statua dedicata al maresciallo sovietico Ivan Konev. Il settimanale Respekt ha rivelato, citando fonti di polizia, che un cittadino russo sarebbe entrato nel paese all’inizio di aprile con passaporto diplomatico per assassinare Hřib con la ricina.

Vietnam
Il 28 aprile un uomo di 24 anni è stato condannato a cinque anni di prigione per aver criticato il regime comunista su Facebook. L’uomo, Phan Cong Hai, aveva pubblicato dei messaggi di sostegno ad alcuni manifestanti imprigionati. Secondo Amnesty international, circa il 10 per cento dei prigionieri politici in Vietnam sono stati arrestati per le loro attività su Facebook.

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