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Nuovo ponte, concluso il varo. Conte: «Dalla Lanterna di Genova una nuova luce sull'Italia». Il sindaco Bucci: «Pe Zena e pe San Zòrzo»

RED. WEB, ROBERTO SCULLI

Genova – «Suturiamo una ferita, quella della 43 vittime, che non potrà mai essere completamente rimarginata. Questo è il cantiere dell'Italia che sa rialzarsi, che si rimbocca le maniche, non si lascia abbattere, non si lascia sopraffare: è una giornata speciale e storica». Le parole del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte precedono di un istante il suono delle sirene di cantiere e poi l'eco più lontano e sommesso di quelle del porto: è mezzogiorno in punto e la diciannnovesima campata d'acciaio del nuovo ponte sul Polcevera ha appena compiuto gli ultimi centimetri che la separavano dal punto finale della sua ascesa, a 40 metri d'altezza, completando i 1.067 metri del nuovo tracciato che ricongiungerà i tronconi della A10, spezzata il 14 agosto del 2018 dal disastroso crollo della pila 9 ponte Morandi.

Ad attendere Conte, arrivato alle 10.58 all'aeroporto Cristoforo Colombo e accompagnato dalla ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli, il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione, Marco Bucci, il presidente della Regione Giovanni Toti, il prefetto di Genova Carmen Perrotta e i vertici delle aziende impegnate nella costruzione del nuovo viadotto. Per Fincantieri, l'amministratore delegato Giuseppe Bono, e Pietro Salini, patron di Salini Impregilo.
«Per Genova e per San Giorgio», ha detto il sindaco Bucci, mutuando un grido di guerra dell'antica Repubblica marinara, mentre un grande vessillo con la croce rossa in campo bianco sventolava sui fianchi della campata. «Il ponte non è finito - ha aggiunto il primo cittadino - questo ponte colpisce il cuore e la mente, per lo stile asciutto tipico dei genovesi».

I lavori, partiti a marzo del 2019, entrano così in una nuova fase. Che prevedono, già dai prossimi giorni, l'appoggio definitivo sulle diciotto pile a forma di ellisse, la realizzazione della soletta su cui correrà l'asfalto con una unica, lunga gettata e l'installazione delle tecnologie e dei lampioni che, a centro strada, illumineranno il ponte-nave firmato Renzo Piano.
«Questo è qualcosa di più di un ponte, è l'esempio di un'Italia che ce la fa a ripartire, la dimostrazione che insieme possiamo fare tante cose», ha detto il governatore ligure, Giovanni Toti.

La cronaca della giornata
E’ terminato il varo della diciannovesima campata d'acciaio del nuovo viadotto di Genova: ora il tracciato del nuovo ponte è completato, è lungo 1067 metri. A venti mesi dal crollo del Morandi, che provocò la morte di 43 persone, il nuovo viadotto sul Polcevera riunisce le due sponde della valle. 
L'ultima fase dell’operazione di varo è stata salutata dal suono delle sirene del cantiere, delle navi in porto e di alcune aziende. 

Hanno partecipato a questo momento il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli. Presenti il sindaco di Genova Marco Bucci e il governatore ligure Giovanni Toti. 
Quello del ponte di Genova, ha detto il premier Conte, «è un cantiere simbolo per l'Italia intera: è il cantiere dell'Italia che sa rialzarsi». «Dalla Lanterna di Genova una nuova luce sull'Italia», ha aggiunto. «Oggi celebriamo il ricongiungimento tra le due parti della valle», ha detto il commissario per la ricostruzione e sindaco di Genova Bucci. «“Pe Zena e pe San Zòrzo” . Cioè: "Per Genova e per San Giorgio"», ha aggiunto il sindaco. «E' un simbolo dell'Italia che riparte», è il commento del governatore ligure Toti.

| «Ponte, simbolo di rinascita»: i commenti nel giorno del varo |
Conte incontra il Comitato residenti ai margini della “zona rossa”
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte oggi a Genova per assistere al varo dell'ultima campata del nuovo Ponte ha incontrato in prefettura due rappresentanti del Comitato residenti ai margini della “zona rossa”. Antonio Lillo e Fabrizio Belotti si sono detti «lieti dell'incontro col Presidente. L'abbiamo ringraziato dell'impegno che svolge quotidianamente, portando all'attenzione l'importante opera del ponte e sottolineando anche la necessità di una riqualificazione del sottoponte e delle zone adiacenti». Il presidente, hanno riferito Belotti e Lillo «ci ha rassicurato sull'impegno del governo».
Conte e De Micheli lasciano il cantiere
Una volta terminata la posa dell’ultima campata, il premier Conte e la ministra De Micheli hanno lasciato il cantiere.
Concluso il varo dell’ultima campata

Accompagnate dal suono delle sirene si sono concluse le operazioni di varo dell’ultima campata.

Conte: «Da Genova si irradia una nuova luce sull’Italia»
«Lo Stato non ha mai abbandonato Genova. Lo abbiamo solennemente detto a poche ore dalla tragedia: ero già qui e abbiamo detto subito che Genova non sarebbe stata lasciata sola. Questa presenza è doverosa ma sono qui anche con grande piacere perché oggi suturiamo una ferita», ha detto il premier Giuseppe Conte a Genova. 
«Questa suturazione della ferita di Genova giunge in un periodo di particolare emergenza: non avremmo mai pensato di affrontare un'emergenza del genere, sanitaria, economica, sociale. Con gli altri leader siamo tutti consapevoli che in Europa è la più grande tragedia, la più grande sfida che affrontiamo dal dopoguerra a oggi», ha aggiunto Conte.

«La ferita di Genova non potrà essere completamente rimarginata perché ci sono 43 vittime e noi non dimentichiamo. I giudizi di responsabilità che sono nati da quella tragedia non si sono ancora completati e devono completarsi», ha continuato.

Quello del ponte di Genova «è un cantiere simbolo per l'Italia intera: è il cantiere dell'Italia che sa rialzarsi, che si rimbocca le maniche, non si lascia abbattere, non si lascia sopraffare», ha detto anche Conte. «Genova è un modello per l'Italia. E insegna che il più grande atto d'amore è impegnarsi a ripartire insieme», sottolinea. Da Genova si irradia «una luce che dà speranza all'Italia intera». 
«L'Italia mette insieme le proprie competenze e il proprio senso del dovere e di responsabilità, per portare un risultato straordinario ciascuno facendo la propria parte. Tutto il mondo ha guardato quella tragedia, quelle macerie: adesso a fare il giro del mondo saranno queste immagini, della tecnologia, della maestria, della creatività e dell'abnegazione italiana. Genova offrirà un modello per l'Italia intera», ha continuato Conte. 

«Oggi, nei tempi che più o meno ci eravamo ripromessi di rispettare, tempi brevissimi. Quando fissammo questo termine i vostri sguardi erano molto preoccupati ma io vi incitai a fissare un termine molto sfidante perché avevo consapevolezza che se pure avessimo ritardato l'importante era darsi una data la più immediata possibile. Siamo nei tempi e tra poco torneremo per l'inaugurazione, perché il progetto è pressoché completo», ha affermato il premier.

De Micheli ai lavoratori: siete esempio per altri cantieri
«Siamo convinti che non sia un'illusione quella di cambiare il mondo. Credo che vedere quest'opera quasi realizzata sia un segnale straordinario che anche in questo tempo difficile possiamo ogni giorno continuare a cambiare il mondo». Lo ha detto la ministra dei Trasporti Paola De Micheli al varo dell'ultimo impalcato del Ponte di Genova.
«Sono convinta che il primo dovere per noi sia garantire la sicurezza e mio nostro dovere sarà quello di impedire che accadano di nuovo queste cose, con il pensiero rivolto a quelle 43 persone che non ci sono più», ha anche affermato De Micheli.

«Insieme al presidente del Consiglio, in questi giorni, quando abbiamo deciso che la maggioranza dei cantieri dovesse rimanere aperta, abbiamo pensato a voi e a come continuare a lavorare nel massimo della sicurezza» ed è così stato «costruito il protocollo che avete applicato», ha detto la ministra ringraziando i lavoratori al cantiere del Ponte di Genova.
Rivedi la diretta video dalla pagina Facebook del sindaco Marco Bucci

Bono (Fincantieri): «Al fianco del governo che vuole ripartire»
L'amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono alla cerimonia per il varo dell'ultimo impalcato del Ponte di Genova ha detto: «Come Fincantieri staremo a fianco del Governo che vuole ripartire». «Ci troviamo di fronte a una crisi epocale delle nostre aziende - ha affermato -. La stiamo affrontando con spirito di preveggenza, di guardare al futuro e non all'immediato. Contiamo nell'aiuto del Governo, soprattutto quando abbiamo commesse che possiamo prendere le dobbiamo prendere, presidente sennò il lavoro non può andare avanti - ha aggiunto rivolgendosi al presidente del Consiglio Giuseppe Conte -. Abbiamo ripreso l'attività, la stiamo facendo con molta oculatezza, speriamo che non succeda niente nelle nostre aziende». Bono ha quindi citato Kennedy, 'Non chiederti cosa il tuo Paese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese': «Noi lo faremo».

Salini: «Al Paese serve un grande piano per il lavoro»
L'Ad di Salini Impregilo, Pietro Salini intervenendo al varo dell'ultima campata: «Ve lo chiedo mettendomi in ginocchio, al Paese serve un grande piano, il piano del Governo Conte, come il piano Marshall, per farlo ripartire. Da Genova parte un grande messaggio». Rivolgendosi al premier Salini ha detto: «C'è gente che aspetta di lavorare, ci sono genitori che non sanno cosa far fare ai figli, ecco perché serve un grande piano per ristrutturare il Paese, perché sappiamo che il calcestruzzo dura 50 anni». E ricordando la tragedia ha sottolineato: «Come è possibile che possa essere accaduto, con il nostro sapere, noi che abbiamo una storia per le infrastrutture, le abbiamo insegnate a tutti. Ma è accaduto». Ed ha aggiunto: «Abbiamo ricostruito in fretta, con le nostre mani, il nostro sapere. Oggi non ci possiamo abbracciare o stringerci le mani. Ma facciamolo idealmente, alziamo tutti le mani, è il nostro modo di abbracciarci».

Toti: «Il ponte è il simbolo dell’Italia che riparte»
Il ponte di Genova «credo sia anche il simbolo di un'Italia che ce la fa a ripartire». Lo ha detto il commissario per l'emergenza e presidente della Regione Liguria Giovanni Toti durante il suo intervento. «Credo che questo sia qualche cosa di più di un ponte. E' utile a questo paese. E' la dimostrazione che insieme possiamo fare tante cose», «la dimostrazione che chi pensa che una cosa non sia possibile farebbe bene ad astenersi dal disturbare chi la sta facendo».

Bucci: «Celebriamo il ricongiungimento delle due parti della valle»
“Pe Zena e pe San Zòrzo” . Cioè: "Per Genova e per San Giorgio". E' il grido dei crociati genovesi quello che il sindaco Marco Bucci fa risuonare con orgoglio durante la cerimonia di varo dell'ultimo impalcato del nuovo ponte sul Polcevera. «Il ponte non e' finito. Lo dico con il cuore in mano. Oggi e' una bella festa, in cui celebriamo il ricongiungimento della valle - precisa il primo cittadino e commissario per la ricostruzione - questo nastro d'acciaio finalmente riunisce le due parti della valle. Noi genovesi abbiamo nel cuore, nell'anima e nella mente il ricordo della giornata in cui il nastro che c'era prima e' crollato. Dedichiamo questa giornata a quelle 43 vittime, ci ricorderemo di loro per sempre e lo faremo con un memoriale sotto il nuovo ponte. Uno spazio progettato assieme alle famiglie». Bucci ringrazia tutte le maestranze «che hanno lavorato tutti i giorni. Ci siamo fermati solo a Natale. Questo e' l'esempio per la città di Genova, per la nostra storia e per tutto il Paese».

Per l’opera la “regia” del Rina
Dopo oltre 150.000 ore di consulenza ingegneristica, il Rina, ente per le certificazioni, guarda all'impalcato completo del nuovo viadotto Polcevera. L'azienda, unico soggetto a seguire dal primo all'ultimo giorno il progetto insieme alla Struttura Commissariale, ha coordinato tutte le operazioni che hanno portato alla demolizione dei resti del ponte Morandi e alla consegna dell'intero impalcato. L' azienda, scelta per il Project Management, la Direzione Lavori e il Coordinamento della Sicurezza, ha messo in campo un team che è arrivato fino a 90 persone. L'impegno della società non termina, ma continuerà fino alla consegna del viadotto. «Avere un efficace Project Management alla guida di un progetto complesso come questo, significa dargli un'impostazione dinamica, veloce, che consente, da un lato di procedere nel rispetto di tutte le norme e in sicurezza e, dall'altro, di essere prontamente efficaci di fronte alle criticità che un'opera del genere ci presenta ogni giorno», ha detto Roberto Carpaneto, Ad di Rina Consulting.

Conte e De Micheli in cantiere
Il premier Giuseppe Conte è arrivato a Genova. E’ atterrato all’aeroporto Colombo alle 10.58 e dopo poco è arrivato al cantiere del ponte. Il presidente del Consiglio e la ministra De Micheli sono entrati in cantiere dal varco est, in via Fillak. Entrambi indossano la mascherina e hanno salutato il sindaco Bucci e il governatore Toti con un tocco di gomito (rispettando le misure in atto per contrastare il contagio da coronavirus – ndr). Appena arrivati, sia il premier sia la ministra non hanno rilasciato dichiarazioni. Qualche applauso per loro da alcuni abitanti affacciati alle finestre.

Toti: «Il ponte è il simbolo dell’Italia che ce le fa»
Il ponte di Genova è «il simbolo dell'Italia che ce la fa»: ha detto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, a margine del varo dell'ultimo impalcato del nuovo viadotto. «Credo che nulla consolerà le 43 famiglie che hanno perso i propri cari, ma spero che la risposta delle istituzioni possa in parte mitigare il loro dolore» ha aggiunto Toti.

Bucci: modello Genova è metodo che “ammazza” la burocrazia
Il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione del ponte Marco Bucci arrivando al cantiere ha detto: «Il modello Genova è un modello che viene utilizzato dalle aziende private da tempo. Si tratta solo di ammazzare la burocrazia».

Furlan: «Ricostruzione significa ripartenza»
La segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan a Rainews24 ha affermato: «E' una giornata molto importante per Genova e per il Paese: la ricostruzione del ponte ha il significato di ripartire».

Il secolo XIX

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