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Coronavirus - torna a salire il numero dei morti - le notizie e gli aggiornamenti di martedì 19 maggio

Dopo cinque giorni di ‘discesa’, torna purtroppo a crescere il numero delle persone decedute e positive al virus SARS-CoV-2. Anche il numero dei nuovi contagi torna a salire: più della metà dei casi si registra in Lombardia. La notizia positiva è che il dato degli attualmente positivi e quello dei ricoveri continua a diminuire. Al di fuori del nostro Paese, ci sono notizie importanti sul piano economico e politico, con l’ambizioso piano del recovery fund proposto da Francia e Germania di cui stanno uscendo sempre più dettagli. In altre parti del mondo, però, l’emergenza sanitaria è ancora pressante, soprattutto in America Latina.

I dati della Protezione civile

Stando ai dati della Protezione civile, aggiornati alle 17 del 19 maggio, c’è stato un incremento di 813 casi, pari all’1,28% dei 63.158 tamponi effettuati. Le persone sottoposte al test e attualmente positive al virus sono 65.129, con un calo di 1.424 assistiti rispetto al giorno prima. Di queste, 716 sono in terapia intensiva (33 in meno rispetto a ieri) e altre 9.991 sono ricoverate in altri reparti (216 in meno rispetto al giorno precedente). I morti sono 32.169, 162 in più nelle 24 ultime ore. Sono invece 129.401 le persone guarite o dimesse dagli ospedali dall’inizio dell’emergenza (2.075 in più rispetto a 24 ore fa). Le persone che hanno contratto il virus dall’inizio dell’epidemia sono 226.699.

Il primario del reparto di malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, ha definito inconcepibile pagare per effettuare i test sierologici. “Sono molto più importanti del distanziamento al ristorante, è il sistema fondamentale per ridurre l’ulteriore diffusione dell’epidemia”, ha detto intervenendo al programma televisivo Agorà e poi ha aggiunto: “Questa è una débâcle per l’organizzazione della sanità“.

L’epidemia in Italia

In un’intervista a Repubblica il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha detto che chiudere è stato “doloroso ma necessario” e ha escluso un nuovo lockdown a fronte di una crescita dei contagi. “Se il sistema di monitoraggio dirà che una Regione è ad alto rischio, dovrà richiudere. Non si ferma tutt’Italia però”. Poi ha anticipato che l’app per il tracciamento dei contagi sarà disponibile a fine maggio.

Intanto, il governatore del Veneto Luca Zaia, fra i più strenui sostenitori delle riaperture, ha commentato con rabbia le immagini della movida in diverse città della Regione da lui amministrata: “Ho visto foto e video di cittadini con spritz in mano e senza mascherina. Se i contagi ripartono richiudiamo tutto, è questo che vogliamo?” ha tuonato il presidente.

Coronavirus Veneto, Luca Zaia in diretta: «Movida folle, persone con lo spritz in mano e senza mascherina: li aspettiamo alle 
Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri è invece intervenuto sul discusso prestito da 6,3 miliardi di euro che Fca ha chiesto a Intesa San Paolo e che dovrebbe essere garantito per il 70-80% da Sace, società di Cassa depositi e prestiti. “Non è un regalo. Abbiamo preteso impegni aggiuntivi e detto no a delocalizzazioni. La garanzia è legata a queste condizioni”.

L’Inps ha fatto sapere che negli ultimi mesi sono stati presentati molti più certificati di malattia del solito e che il 90% di questi è arrivato dalle Regioni settentrionali, in particolare dalla Lombardia.

I sindacati premono affinché lo smart working sia regolato. “Nei contratti nazionali, pubblici e privati, che stiamo rinnovando dobbiamo essere in grado di definire elementi, come processi di formazione e diritto alla disconnessione”, ha detto il segretario della Cgil Maurizio Landini. D’accordo anche il suo predecessore, Susanna Camusso, secondo la quale si è trattato piuttosto di “lavoro fordista tra le mura di casa”, penalizzante nei confronti delle donne .

Il Codacons ha rivelato che con la fase 2 sono aumentati i prezzi di caffè, alimentari e parrucchieri. Alcuni commercianti si sono difesi parlando di misure necessarie a fronte della crisi e del calo della domanda. Il problema, in effetti, è reale. Da Nord a Sud, sono centinaia le attività che, pur potendo riaprire, non lo faranno, o almeno non subito, proprio per questo motivo. Ci sono però anche commercianti che, per andare avanti, stanno applicano sconti dal 20 al 70%.

La situazione in Europa

In Spagna, l’esecutivo guidato da Pedro Sanchez ha proposto al Congresso di prorogare lo stato d’emergenza fino al 27 giugno. Esquerra Republicana, un partito indipendentista, ha assicurato il suo appoggio in cambio di alcune condizioni: una restituzione di competenze a livello locale, benefici per le famiglie con bambini e una ripresa delle trattative politiche tra il governo della Catalogna e lo Stato. È stato intanto revocato il blocco dei voli e delle navi provenienti dall’Italia che era stato introdotto lo scorso 11 marzo. Chi arriva da Roma, dovrà comunque sottoporsi a una quarantena di 14 giorni.
In Repubblica Ceca sono stati registrati 111 nuovi casi che hanno portato il totale a 8.594. Si tratta dell’incremento giornaliero più alto mai registrato. Una parte dei contagi è legata a un focolaio sviluppatosi in una miniera di Darkov, al confine con la Polonia: su 860 minatori sottoposti a tampone, 53 sono infatti risultati positivi.
Palazzo Chigi, intanto, ha fatto sapere di aver apprezzato la proposta franco-tedesca di un fondo per la ripresa da 500 miliardi di euro da reperire sui mercati finanziare e distribuire ai Paesi membri tramite sovvenzioni a fondo perduto. “È un buon passo in avanti” che “va nella direzione auspicata sin dall’inizio dall’Italia per una risposta comune ambiziosa”. Ecco cosa prevede, nel dettaglio, il piano che è osteggiato da Austria, Danimarca, Svezia e Olanda.

L’intesa piace anche alla presidente della Bce Christine Lagarde che in un’intervista a diversi quotidiani europei si è detta molto preoccupata per l’economia dell’eurozona, ma non ha messo in discussione la sopravvivenza dell’euro. Nello scenario peggiore, il prodotto interno lordo potrebbe arrivare a perdere il 15% nel secondo trimestre del 2020. Lagarde ha poi aperto a una revisione del Patto di stabilità, l’accordo che prevede il rispetto di alcuni vincoli di bilancio e che è stato sospeso in modo temporaneo per permettere ai Paesi di spendere di più.
Un segnale importante della crisi che ha colpito il Vecchio Continente è arrivato dal settore auto. Ad aprile, le vendite sono crollate del 78,3%, il calo più pesante mai registrato.

Secondo il quotidiano spagnolo El Pais, il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive (Ecdc) ha sottovaluto il rischio pandemia. In un documento risalente a febbraio, gli esperti reputavano la diffusione del virus “sotto controllo” e non misero perciò a punto particolari strategie, nonostante la mancanza di dispositivi di protezione e i timori legati alla pressione sul sistema sanitario.

Sul fronte sportivo, la federazione calcistica europea (Uefa) ha dato tempo fino al 17 giungo alle singole federazioni di comunicare modi e tempi ella ripartenza dei campionati. La scadenza, inizialmente prevista per il 25 maggio, è stata posticipata per le difficoltà nel fornire piani completi “a causa di una serie di vincoli esterni”, scrive l’organizzazione.

Le ultime dal mondo

Secondo gli ultimi dati comunicati dalla Johns Hopkins University, i casi accertati nel mondo hanno ormai raggiunto quota 4.840.000 e i decessi sono quasi 320.000.
L’Organizzazione mondiale della sanità ha adottato oggi, anche con il voto di Stati Uniti e Cina, la risoluzione per un’inchiesta indipendente sulla gestione della crisi sanitaria da avviarsi, come aveva richiesto il presidente Xi Jinping, “al momento opportuno”. Non si placano comunque le tensioni fra Washington e Pechino, dopo la lettera pubblicata dal presidente Usa Trump in cui si accusa l’Oms di un’eccessiva vicinanza alla Cina. Da parte sua, il Paese del dragone ha bollato la missiva come un tentativo di “spostare le colpe dalla risposta maldestra” degli Usa alla pandemia. Nel corso della stessa assemblea è intervenuto anche il premier Conte, lodando il sacrificio fatto fin qui dagli italiani e affermando di star entrando nella ‘fase 2’ “con cauto ottimismo”.

Il Paese con il più alto numero di contagi e morti per coronavirus sono ancora gli Stati Uniti. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 785 decessi che hanno portato il totale a 90.385, mentre i casi accertati sono più di un milione e mezzo. Il presidente Donald Trump ha ammesso in una conferenza stampa di assumere da più di una settimana un antimalarico per prevenire la Covid-19. Il farmaco in questione, l’idrossiclorochina, è stato autorizzato dalla Fda (l’autorità americana che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) per trattare i pazienti positivi, ma non ci sono prove che sia efficace e può avere gravi effetti collaterali.

In America Latina la situazione peggiora di giorno in giorno. Con più di 255mila casi accertati, il Brasile ha superato il Regno Unito ed è diventato il terzo Paese al mondo col più alto numero di contagi; in Cile alcune persone hanno violato il lockdown per protestare contro la mancanza di generi alimentari, mentre nelle terapie intensive del Perù ci sono soprattutto persone giovani. La buona notizia è che nella maggior parte dei casi riescono a rimettersi.

In Cina sono stati registrati sei nuovi casi, tre dei quali “importati” e sono state imposte misure più restrittive a Shulan, una cittadina del Nord-Est dove c’è stata una crescita dei contagi. I generi di prima necessità verranno consegnati dai supermercati locali e solo una persona per famiglia potrà uscire per effettuare altri acquisti, ogni due giorni. Il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian ha poi smentito che l’Oms sia alle dipendenze di Pechino, come dichiarato da Trump. “Inganna l’opinione pubblica e infanga la Cina”, ha detto, accusando il presidente Usa di aver gestito in modo maldestro la crisi nel suo Paese.
In Corea del Sud sono stati registrati 13 nuovi casi, ma ci sono buone notizie. Secondo il centro per il controllo delle malattie, le persone che sono guarite dal virus e poi sono risultate di nuovo positive non sarebbero contagiose. Il Paese sta anche pensando di riaprire le scuole.

In India i casi accertati sono più di 100mila. Il Paese dice di aver effettuato molti tamponi ma in alcune zone del Paese, specie le più povere, limitare la diffusione è molto difficile a causa del sovraffollamento e delle scarse condizioni igeniche.

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