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È iniziata la fase 2


Fase 2, tornano al lavoro 4 milioni di persone. Ok visite a parenti, no ad amici 

Arriva il nuovo modulo per l'autocertificazione, ma si può utilizzare il precedente Tweet Conte ai lavoratori: "Riparta il motore, nuovi aiuti più pesanti e diretti" Fase 2, al via l'informativa di Conte in Parlamento Coronavirus, Conte: "Se meno contagi ulteriore allentamento delle misure dal 18 maggio"​Gualtieri: scostamento imponente ma necessario, auspico un largo consenso Coronavirus, Catalfo: ​"Con il dl Cura Italia tutelati 19 milioni di lavoratori" 04 maggio 2020 Scatta la 'Fase 2'. 
Dopo quasi due mesi di stop - a causa dell'emergenza coronavirus - tornano al lavoro
4 milioni di persone, soprattutto over 50 e residenti al nord. Si può far visita ai parenti (fino al sesto grado), ma non agli amici. Niente spostamenti nelle seconde case. Riaprono i concessionari e si possono riprendere i restauri di opere d'arte. Intanto continua il confronto fra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il ministro dell'Economia e i capi delegazione dei partiti di maggioranza per mettere a punto il contenuto definitivo del decreto oramai ex Aprile che assegna, con una maxi manovra, i 55 miliardi di aiuti all'economia.  

4 milioni di persone tornano al lavoro
 
Oggi a ripartire saranno i settori della manifattura, delle costruzioni, del commercio all’ingrosso funzionale legato ad attività come tessile e moda, automotive e fabbricazione di mobili. 4,4 milioni di lavoratori torneranno nelle aziende, mentre 2,7 milioni resteranno ancora a casa. Da notare, però, che il 69,6% dei lavoratori non aveva mai smesso di recarsi in azienda: il semaforo verde per lunedì riguarda quindi il 18,9% del totale. 
la stragrande maggioranza sono uomini, circa 3,3 milioni (il 74,8% del totale), mentre le donne saranno 1,1 milioni donne (25,2%).   
A tornare a timbrare il cartellino, in numeri assoluti, saranno soprattutto i dipendenti tra i 40 e i 49 anni, ma a livello di percentuali  il 70% di chi tornerà a lavorare appartiene alla fascia d’età compresa tra i 50 e i 59 anni e per il 60% a quella over 60. In Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto e Marche, “il tasso di rientro oscilla intorno al 69%”. In altre zone del Paese, invece, il tasso è più basso, come “in Valle d’Aosta (49,3%), Lazio (46,7%), Sicilia (43,4%), Calabria (42,5%) e Sardegna (39,2%)”.   

Chiarimento sui congiunti 

Chi sono i congiunti con cui è consentito incontrarsi da lunedì con il Dpcm del 26 aprile 2020? "L'ambito cui può riferirsi la dizione 'congiunti' - chiarisce palazzo Chigi - può indirettamente ricavarsi, sistematicamente, dalle norme sulla parentela e affinità, nonché dalla giurisprudenza in tema di responsabilità civile. 
Alla luce di questi riferimenti, deve ritenersi che i 'congiunti' cui fa riferimento il Dpcm ricomprendano: i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge)", si legge nelle spiegazioni pubblicate da palazzo Chigi. 
Dal novero delle persone che si possono visitare da lunedì prossimo, cioè i congiunti nel senso indicato dalle Faq del sito di palazzo Chigi, restano esclusi gli amici, in quanto non rientrano tra gli stabili legami affettivi. 

Il nuovo modulo autocertificazione 

Sul sito del Viminale è disponibile il nuovo modello di autodichiarazione per gli spostamenti utilizzabile da oggi. Può comunque essere ancora utilizzato il precedente modello barrando le voci non più attuali. L'autodichiarazione, spiega il ministero, è in possesso degli operatori di polizia e può essere compilata al momento del controllo.

Ok a sessioni d'esame e di laurea in università

Da oggi potranno essere svolte sessioni d'esame e sessioni di laurea in presenza "a condizione che vi sia un'organizzazione degli spazi e del lavoro tale da ridurre al massimo il rischio di prossimità e di aggregazione e che vengano adottate le misure organizzative di prevenzione e protezione indicate dal Dpcm del 26 aprile 2020. Nel caso in cui non possa essere assicurata l'adozione di tali misure, ovvero in tutti gli altri casi in cui non si renda possibile la presenza degli studenti, si potrà ricorrere alle modalità a distanza, nel qual caso dovranno comunque essere assicurate le misure necessarie a garantire la prescritta pubblicità". Lo chiarisce a proposito dell'università Palazzo Chigi nelle faq pubblicate sul sito del governo alla vigilia dell'entrata in vigore del Dpcm sulla fase 2 dell'emergenza coronavirus. 

Rientro a domicilio

 "Il decreto prevede che sia in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, anche se comporta uno spostamento tra regioni diverse. Il Dpcm del 26 aprile 2020 consente lo spostamento fra Regioni diverse esclusivamente nei casi in cui ricorrano: comprovate esigenze lavorative o assoluta urgenza o motivi di salute. Pertanto, una volta che si sia fatto rientro presso il proprio domicilio/abitazione/residenza anche provenendo da un'altra Regione (come consentito a partire dal 4 maggio 2020), non saranno più consentiti spostamenti al di fuori dei confini della Regione in cui ci si trova, qualora non ricorra uno dei motivi legittimi di spostamento più sopra indicati".  

No a spostamenti in seconde case 

"I motivi che rendono legittimi gli  spostamenti, secondo le previsioni del Dpcm, restano quelli del lavoro, della salute e della necessità. Spostarsi alla seconda casa non è una necessità. In riferimento alle attività sportive e motorie, lo spostamento consentito è quello strettamente necessario a effettuare le attività stesse, con la conseguenza che una volta che queste sono concluse è obbligatorio fare immediato ritorno a casa". E' quanto spiegano fonti di governo. 
Ma su questo punto, alcune regioni - con ordinanze ad hoc - hanno disposto diversamente. E' il caso della Valle D'Aosta: "In questo periodo è necessario fare un controllo delle strutture in vista della stagione estiva" spiega il Presidente della Regione, Renzo Testolin.  Anche in Veneto, il Governatore Luca Zaia spiega che lo spostamento nelle seconde case è possibile per effettuare manutenzioni. In Sicilia, il Governatore Nello Musumeci, comunica che è permesso alle famiglie di potersi trasferire nelle seconde case, a patto che non facciano la spola con la principale abitazione, ma vi rimangano per la stagione. In Sardegna, da domani sarà possibile per i nuclei familiari recarsi nelle 'seconde case', senza però potervi pernottare.

Si può andare in auto o bus a fare sport. 
Ok allenamenti individuali per squadre 

Dal 4 maggio si può fare sport lontano da casa e anche "spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere attività sportiva", purché dentro la propria Regione. Lo precisa il governo in una delle Faq interpretative del dpcm per la fase 2. "L'uso della bicicletta è consentito per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di residenza o i negozi che proseguono l'attività di vendita", oltre che naturalmente "per svolgere attività motoria all'aperto".  

Come spostarsi in treno: 
obbligo delle mascherina e rispettare la distanza di sicurezza 

Per gli spostamenti in treno (regionali e media-lunga percorrenza), è obbligatorio indossare sempre la mascherina protettiva: essere responsabili socialmente, per sé e per gli altri, rispettando la distanza di sicurezza indicata dalle autorità sanitarie, le indicazioni e le informazioni presenti a bordo dei treni e delle stazioni; a bordo treno, utilizzare percorsi e porte di ingresso e uscita dai treni come indicato dai pannelli informativi; in stazione, essere collaborativi con il personale ferroviario nell'entrare o uscire dai varchi, seguendo i percorsi individuati e le indicazioni dei pannelli informativi. 

Obbligo mascherina su bus e nei negozi

 "Diventa obbligatorio l'uso della mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico (quali mezzi di trasporto pubblico ed esercizi commerciali). Il nuovo Dpcm sancisce anche l'obbligo di rimanere all'interno della propria abitazione per tutti coloro che presentano sintomi legati a sindromi respiratorie e una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi. Sempre dal 4 maggio, si può tornare a effettuare l'attività motoria e quella sportiva, individualmente, anche distanti da casa". 

Basterà il tesserino per andare a lavoro 

"Resta inteso che la giustificazione di tutti gli spostamenti ammessi, in caso di eventuali controlli, può essere fornita nelle forme e con le modalità consentite. La giustificazione del motivo di lavoro può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrare la condizione dichiarata".  

Possibile ritirare cibo da asporto presso ristoranti e pizzerie 

Dal 4 maggio è possibile ritirare cibo da asporto presso ristoranti e pizzerie: lo si può fare anche in auto, attraverso "drive through", "rispettando i divieti di consumare i prodotti sul posto di vendita e di sostare nelle immediate vicinanze". Ripartono diverse attività produttive e industriali, le attività per il settore manifatturiero e quello edile, insieme a tutte le attività all'ingrosso ad essi correlati, con l'obbligo di rispetto delle regole vigenti in materia di sicurezza sul lavoro". 

Riaprono i concessionari auto 

"L'allegato 3 del DPCM prevede espressamente che, dal 4 maggio, potrà riprendere l'attività relativa al 'Commercio di autoveicoli'. E' quindi consentito recarsi da un concessionario per acquistare un veicolo, fare un tagliando, effettuare cambio pneumatici e altre attività di manutenzione".  

Visite al cimitero in regione 

"E' consentito spostarsi nell'ambito della propria regione per far visita nei cimiteri ai defunti, sempre nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e del divieto di assembramento".  "Come per i parchi, anche nei cimiteri deve sempre essere rispettato il divieto di assembramento e, ove non fosse possibile evitare tali assembramenti, il Sindaco può disporne la temporanea chiusura". 

Da rinnovo Cig a Rem. 

Ecco cosa prevede la bozza del nuovo Decreto  Ma vediamo cosa contiene la bozza del nuovo decreto anti-coronavirus che dovrebbe andare in Cdm a metà settimana. Da quanto si apprende da indiscrezioni di stampa, il pacchetto conterrebbe 44 norme di sostegno ai redditi e protezione del lavoro. 

Allargati parametri per reddito di cittadinanza

In relazione alla situazione di crisi economica e sociale determinata dall'emergenza epidemiologica, per le domande di riconoscimento del Reddito di cittadinanza cambiano i requisiti di accesso. La soglia del valore dell'indicatore della situazione economica equivalente (Isee) è incrementata da 9.360 euro a 10.000 euro; la soglia del valore del patrimonio immobiliare è incrementata da 30.000 euro a euro 50.000; la soglia del valore del patrimonio mobiliare è incrementata da 6.000 euro a 8.000 euro. 

Reddito emergenza da 400 a 800 euro 

A decorrere da maggio è istituito il Reddito di emergenza, di seguito denominato ''Rem'', quale misura di sostegno al reddito per i nuclei familiari in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da Covid-19. "ll Rem è determinato in un ammontare pari a 400 euro mensili fino ad un massimo comunque non superiore a 800 euro mensili". E' quanto si prevede nella bozza del decreto aprile che il governo varerà nei prossimi giorni per la Fase 2. Il Rem è erogato per tre mensilità a decorrere dal mese in cui è stata presentata la domanda che va presentata entro il termine del mese di luglio 2020. 

Cig per 18 settimane 

"I datori di lavoro che nell'anno 2020 sospendono o riducono l'attività lavorativa per eventi riconducibili all'emergenza epidemiologica da Covid-19 possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all'assegno ordinario con causale 'emergenza Covid-19' per una durata massima di diciotto settimane, per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 ottobre 2020". 

Stop ai licenziamenti per altri 3 mesi 

Stop ai licenziamenti, dai 60 giorni previsti dal decreto di 17 marzo, portato a 5 mesi. Inoltre "il datore di lavoro che, indipendentemente dal numero dei dipendenti, nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 17 marzo 2020 abbia proceduto al recesso del contratto di lavoro per giustificato motivo oggettivo" può "revocare in ogni tempo il recesso purché contestualmente faccia richiesta del trattamento di cassa integrazione salariale in deroga" dalla data in cui abbia avuto efficacia il licenziamento. "In tal caso, il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuità, senza oneri né sanzioni per il datore di lavoro". 

Indennità liberi professionisti 

E' erogata anche per il mese di aprile l'indennità pari a 600 euro riconosciuta dal decreto del 17 marzo ai liberi professionisti titolari di partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. Ai liberi professionisti titolari di partita Iva attiva alla data di entrata in vigore di quest'ultimo decreto, iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019, è  riconosciuta una indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro. Ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che siano titolari di rapporti di lavoro la cui durata non si protrae oltre il 31 dicembre 2020 o che abbiano cessato il rapporto di lavoro entro la data di entrata in vigore del presente decreto, è riconosciuta un'indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro.

Collaboratori domestici 

Ai lavoratori domestici che abbiano in essere, alla data del 23 febbraio 2020, uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva non superiore a 20 ore settimanali, è riconosciuta, per i mesi di aprile e maggio 2020, un'indennità mensile  pari a 400 euro, per ciascun mese. Ai lavoratori domestici che abbiano in essere, alla medesima data, uno o più contratti di lavoro di durata complessiva superiore a 20 ore settimanali, è riconosciuta, per i mesi di aprile e maggio 2020, un'indennità mensile pari a 600 euro, per ciascun mese. E' quanto si legge nella bozza del decreto legge 'aprile', che introduce "nuove misure urgenti di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19". 

Versamenti contributi e sanzioni  

I versamenti di ritenute e contributi "sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un'unica soluzione entro il 31 luglio 2020 o mediante rateizzazione fino ad un massimo di 4 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di luglio 2020".  

Bonus baby sitting sale da 600 a 1200 euro 

Il bonus baby sitting sale da 600 a 1200 euro e viene esteso anche all'iscrizione ai servizi integrativi per l'infanzia, ai servizi socio educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia.  

Detrazione per campi estivi 

Detrazione fino a 300 euro per i centri estivi dei figli fino a 16 anni. La detrazione vale "limitatamente all'anno 2020" per i contribuenti con reddito complessivo fino a 36.000 euro e "può essere usufruita nei limiti dell'ammontare non coperto da eventuali altri contributi pubblici". 

In arrivo per i genitori altri 15 giorni di congedo parentale 

In arrivo per i genitori alle prese con le scuole chiuse altri 15 giorni di congedo parentale da consumarsi entro il 30 settembre. La percentuale di indennità resta confermata al 50% e per i figli fino a 12 anni. Nel cura Italia erano previsti 15 giorni a partire dal mese di marzo (per l'anno 2020). Nella bozza si precisa il lasso di tempi e i giorni salgono a 30 complessivi. "Per l'anno 2020 a decorrere dal 5 marzo e sino al 30 settembre 2020, e per un periodo continuativo o frazionato comunque non superiore a trenta giorni, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato hanno diritto a fruire per i figli di età non superiore ai 12 anni" di un congedo ad hoc "per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50 per cento della retribuzione. I suddetti periodi sono coperti da contribuzioni figurativa".
RaiNews

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