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Fase 2: la circolare del Viminale ai Prefetti


Coronavirus, il Viminale ai prefetti: “Equilibrio tra applicazione delle norme e benessere dei cittadini. 

Stop alla comunicazione di riapertura da parte delle aziende, ci sarà un nuovo regime di controlli”

Dopo le Faq pubblicate da Palazzo Chigi e gli ulteriori chiarimenti del governo, dal ministero dell'Interno arriva l'attesa circolare che disciplina il controllo dello Stato nell'avvio della Fase 2

di F. Q. | 3 MAGGIO 2020

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Sì al rientro nelle Regioni di residenza, ma senza ulteriore possibilità di uscita. Sì agli allenamenti individuali degli atleti che praticano sport di squadra. E poi un ulteriore chiarimento sulla definizione di “congiunto” e l’indicazione ai prefetti di contemperare le esigenze di salute pubblica con quelle di benessere della popolazione. Dopo le Faq pubblicate da Palazzo Chigi e gli ulteriori chiarimenti del governo, dal Viminale arriva l’attesa circolare che disciplina il controllo dello Stato nell’avvio della Fase 2.

Spostamenti, si potrà tornare presso il proprio domicilio o residenza. Ma poi è vietato uscire dalla Regione
Nel valutare i singoli casi nel rispetto delle prescrizioni del Governo sugli spostamenti, il Viminale chiede ai prefetti una valutazione che “dovrà essere affidata ad un prudente ed equilibrato apprezzamento che conduca ad un’applicazione coerente delle disposizioni contenute” nel Dpcm sulla Fase 2. Lo scopo deve essere, da una parte, quello di salvaguardare la salute pubblica, evitando in special modo qualsiasi tipo di assembramento, e, dall’altra, rispettare “l’esigenza di contenere l’impatto sulla vita quotidiana dei cittadini”.

E proprio riguardo agli spostamenti, il Dpcm prevede la possibilità di recarsi presso il proprio domicilio, abitazione o residenza ma, una volta rientrati, il Viminale aggiunge che “non saranno più consentiti spostamenti al di fuori dei confini della regione in cui ci si trova”, a meno che non ci siano “comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute“.

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Come trapelato nelle ultime ore, sembra non essere prevista alcuna nuova autocertificazione per tutti coloro che necessitano di effettuare spostamenti, nonostante il nuovo Dpcm abbia modificato i parametri. Nella circolare non c’è alcun riferimento, infatti, al modulo. Il testo si limita a segnalare che le circostanze giustificative sugli spostamenti, in caso di controlli, “possono essere fornite nelle forme e con le modalità consentite”. Tra quest’ultime rientra anche il modulo che ha accompagnato gli italiani in queste settimane di lockdown. Per la giustificazione lavorativa può essere esibita “adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini e simili)”.

Attività sportiva, ok anche agli sport di squadra. Ma allenamenti in forma individuale
Per quanto riguarda l’attività fisica e sportiva, il punto fermo imposto da Palazzo Chigi è che essa si svolga in forma individuale. A questo proposito, il ministero dell’Interno specifica che gli allenamenti saranno consentiti anche agli atleti di discipline di squadra, come a ogni cittadino, “l’attività sportiva individuale, in aree pubbliche o private, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri e rispettando il divieto di ogni forma di assembramento”. Le squadre di calcio, ad esempio, potranno tornare ad allenarsi, ma non in gruppo, con gli atleti che dovranno svolgere l’attività individualmente.

Interpretazione di “congiunti”, vale la sentenza della Cassazione del 2014
Uno dei punti che ha fatto maggiormente discutere e contenuti nell’ultimo decreto governativo è quello riguardante il termine “congiunti”. Il Dpcm prevede che, all’interno della stessa Regione, siano consentiti gli spostamenti per andare a trovare i propri “congiunti”. Con questo termine, specifica il Viminale, si intendono “i coniugi, i rapporti di parentela, affinità e di unione civile, nonché le relazioni connotate da ‘duratura e significativa comunanza di vita e di affetti’“, come stabilito da una sentenza della Cassazione del 2014.

Stop alla comunicazione di riapertura delle aziende: ci saranno controlli più rigorosi
Altro punto da gestire è quello sulle attività che sono ripartite prima dell’ok del Governo tramite una comunicazione di riapertura. Tutti gli imprenditori o commercianti che hanno inviato la nota alle autorità, attestando che la propria attività era inclusa tra quelle previste dalla lista con i codici Ateco diffusa da Roma, hanno potuto riprendere automaticamente a lavorare secondo il principio del “silenzio assenso”. Nella circolare del ministero si legge che questa procedura non sarà più necessaria, visto che si chiede ai prefetti di sostituire la verifica della sussistenza delle condizioni per la ripresa con un “regime di controlli sull’osservanza delle prescrizioni” contenuti nei protocolli in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro: “A fronte dell’esigenza di sostenere il riavvio del tessuto produttivo economico nazionale – indica la circolare – si pone l’imprescindibile necessità di garantire la sicurezza dei lavoratori e di assicurare idonei livelli di protezione negli ambienti di lavoro”. Per questi obiettivi sarà determinante attivare “un adeguato sistema di controlli, teso a verificare la puntuale osservanza delle prescrizioni poste a presidio delle tutele e ad applicare le eventuali, relative sanzioni”.

Funerali, confermata presenza massima di 15 persone
Come già dichiarato nella conferenza stampa da Giuseppe Conte, è consentito “lo svolgimento delle cerimonie funebri con l’esclusiva partecipazione di congiunti e, comunque, fino a un massimo di 15 persone, con funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando protezioni delle vie respiratorie e rispettando rigorosamente la distanza interpersonale di almeno un metro".

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