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Bimba pakistana uccisa da datori di lavoro - Fa scappare pappagalli: picchiata a morte


Di Claudio Franceschini

Bambina pakistana uccisa dai datori di lavoro: Zohra, 8 anni, è stata picchiata e abbandonata in un ospedale ma le ferite erano troppo gravi ed è morta, sono stati arrestati due sospettati.

Zohra, la bambina pakistana uccisa, aveva 8 anni (Foto LaPresse)

La CNN riporta la notizia di una tragedia avvenuta in Pakistan, precisamente a Rawalpindi: una bambina di 8 anni è stata uccisa dai suoi datori di lavoro per aver fatto scappare – fortuitamente – i loro pappagalli. Si chiamava Zohra, ed era impiegata illegalmente presso una famiglia che conduce una compravendita di animali: la scorsa domenica la bambina, dovendo nutrire i pappagalli, ha aperto la gabbia ma gli uccelli sono scappati, secondo la ricostruzione del sovrintendente della polizia locale Zia Uddin. 

Quando i suoi datori di lavoro se ne sono accorti l’hanno picchiata fino a farle perdere i sensi, poi l’hanno abbandonata all’ospedale locale. Purtroppo, il giorno dopo Zohra è morta; il personale dell’ospedale ha chiamato la polizia che ha provveduto ad arrestare due persone che sono sospettate di averla uccisa, e che ora saranno trattenuti per tre giorni mentre è in corso l’indagine sulla base del primo rapporto informativo.

Secondo questo rapporto, la bambina che è stata uccisa era ancora viva quando è stata portata in ospedale. Si legge però che aveva ferite sul volto, sulle mani, sulle gambe e sotto la cassa toracica; inoltre, presentava ferite alle cosce e questo suggerirebbe che potrebbe anche essere stata abusata sessualmente. 

I sospetti non saranno accusati fino al termine delle indagini, ma la polizia ha già raccolto campioni e tracce per l’esame forense e sta aspettando i risultati. Intanto, è emersa la storia di Zohra: come detto era impiegata illegalmente, il suo compito principale era quello di occuparsi del bimbo piccolo della famiglia e in cambio questa si era offerta di pagare per la sua educazione. 

Un problema, quello del lavoro minorile che coinvolge i bambini, che in Pakistan è molto diffuso: un rapporto del 2018 da parte della Commissione per i Diritti Civili nel Paese stimava che fossero circa 12 milioni i bambini costretti a lavorare.

Ora, in Pakistan non esiste un’età minima legalmente riconosciuta per iniziare a lavorare, ma c’è una legge che vieta ai minori di essere impiegati come domestici. La CNN ha riportato il caso, risalente a due anni fa, di un giudice di Islamabad che era stato condannato insieme alla moglie a tre anni di carcere e il pagamento di 3000 dollari (ciascuno) per confinamento illegale di una cameriera di 10 anni, alla quale avevano anche bruciato una mano per la sparizione di una scopa e l’avevano colpita con un mestolo e minacciata ripetutamente. 

La Commissione per i Diritti Civili ha poi riportato la storia di un’altra bambina che faceva la cameriera (11 anni), presumibilmente presa a bastonate e bruciata (il rapporto non dice se sia stata uccisa o meno) dai suoi datori di lavoro; questa poi non sarebbe che la punta dell’iceberg di un problema sconfinato.
Il Sussidiario

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