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Italia, un vuoto la avvolge in una stretta mortale


Gente con lo sguardo perso. Occhi vuoti. Tasche vuote. Mente vuota. L'italia oggi è questo. Un vuoto assoluto. Ogni aspetto sociale, ogni valore, ogni principio.
Un vuoto sempre più pericoloso, inquietante. Per strada solo rabbia, cattiveria. Sorrisi pochi e spenti.

Il marciume ha preso il sopravvento di quel barlume di onestà e dignità capitale di pochi. Si è impazienti, nervosi, insofferenti. Si parla senza dire e si dice senza capire. Deriva, sgretolamento sociale. Prospettive zero.

Intorno solo degrado, il futuro lontano. Il distacco fra le persone è visibile in ogni atteggiamento. Ognuno per sè e tutti per nessuno. Qualunquismo, parassitismo. Si parla del nulla per arrivare alla conclusione del niente.

Si protesta in silenzio e in silenzio ci logoriamo. L'urlo liberatorio prima o poi  ci salverà. Urliamo la nostra rabbia, la nostra delusione verso chi ci sta vicino. I rapporti umani appartengono ad un altro pianeta. Anche la Terra sembra sofferente.

Una scossa di terremoto scuote l'Italia? Non direi. Chissenefrega. Devo sopravvivere alla giornata. Una giornata vola, pur con le ore lunghissime e noiose. L'ottimismo è sotto i tacchi. Ride bene chi ride ultimo. Bisogna vedere chi è l'ultimo.
Tutto è in discussione, nessuna certezza.

In fila si aspetta il turno, prima pazienti e poi infastiditi fino all'esasperazione e alla rabbia. Rabbia condivisa. Segnali chiari. Eppure l'impasse è l'ordinario. Si dice tutto per non fare niente. Speranze mortificate. Ci si sente sempre più bruco. La possibilità di diventare farfalla è compromessa. E' come se gli equilibri naturali non esistessero più. Come se si fosse bloccato tutto. Non più sviluppo, non più crescita. Solo involuzione.

Certo che rinunciare ai privilegi effimeri non basta più. Lo Stato poi mostra i muscoli. Peccato che lo faccia solo con i deboli. Tutti spremuti fino all'ultima goccia. Senza pietà. E poi ancora, ancora. Una sete di sangue incontrollabile. Dracula impallidisce al cospetto di siffatta "bevuta". Stato uguale Vampiro.

In rete, poi la debacle è totale. Solo cazzate e cattiverie. Il Social Network del nulla. Salvo le dovute eccezioni. Un mondo alternativo diventato "l'unico". Un mondo dove ci si può reinventare. Ma dura poco. E' solo una moda e come tale effimera. Tutti scrivono e nessuno legge. Tutti informano e nessuno si informa e/o verifica. Fotografiamo, facciamo video e neanche li guardiamo. Ci emozioniamo per il canto di un merlo e ignoriamo un cadavere steso accanto a noi sulla spiaggia. Tutto accade e niente si vive.

Il virtuale-singolo non lascia spazio al reale collettivo. Un vuoto avvolge l'Italia e gli Italiani e certo non può essere riempito con i soldi delle tasse. Quelle servono solo a riempire i forzieri dei potenti. Un vuoto che ci stringe e ci porta sempre più alla deriva. Nessun insegnamento a vivere meglio ... era meglio quando si stava peggio. Siamo solo dei bruchi che stentano a diventare farfalle.
Luigi Palamara

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