A distanza di più di un anno dal sit-in organizzato alla Cittadella Regionale il 12 giugno 2019, il Movimento Onda Calabra Animalista continua la sua battaglia contro il disinteresse e l’inerzia della Sanità e della Regione Calabria in materia di randagismo. 

Per mesi, la delegazione del Movimento ha tenuto diversi incontri con la Task Force Veterinaria della Regione Calabria, giungendo alla stesura di un Piano Strategico contro il randagismo, che inspiegabimente ancora oggi non è stato approvato e senza il quale, di fatto, l’applicazione della Legge 281/1991 rimane disattesa. 

E’ del 7 luglio scorso l’ultima missiva indirizzata al Commissario ad Acta Dott. Saverio Cotticelli e al sub commissario ad Acta Dott.ssa Maria Crocco, al Presidente della Regione Calabria avv. Jole Santelli e all’Assessore Tutela dell’Ambiente Col. Sergio De Caprio.

Di seguito si riporta il testo della lettera. E’ volontà del Movimento che le Istituzioni non restino sorde alle richieste avanzate e che si attivino per porre in atto le misure di contrasto previste dal Piano Strategico contro il randagismo, per ridare dignità alla Calabria, ai suoi cittadini e agli innumerevoli cani e gatti abbandonati.  


Egregio Dott. Cotticelli, 

è dal 2012 che la Regione Calabria, attraverso il DPGR-CA n. 197, dispone lo stanziamento dei contributi previsti dall’art. 3 della Legge Quadro 281/91 - per un importo complessivo di 990.000 euro (novecentonovantamila euro) - per la realizzazione di canili sanitari. 

Tale indicazione viene riportata nei successivi DPGR-CA n. 51/2014, DCA n. 32/2015 e DCA n. 67/2018: di fatto, tali finanziamenti non sono mai stati stanziati e ad oggi, a distanza di otto anni dal primo decreto, la Calabria non è stata ancora dotata di canili sanitari. 

Preso atto di tale gravissima inadempienza, ma ancor di più della necessità improcrastinabile di avviare una campagna di sterilizzazioni dei cani vaganti e dei gatti in libertà, non riusciamo a comprendere quali siano le motivazioni che impediscano l’adozione del Piano Strategico redatto di concerto dalle scriventi Associazioni Animaliste e la Task Force Veterinaria, nella persona del dott. Grandinetti, che prevede, tra le altre cose, anche la realizzazione sul territorio di ambulatori sanitari che, una volta attivati, contribuirebbero sensibilmente al controllo del randagismo in Calabria, attraverso la limitazione delle nascite, come per legge. 

E’ inaccettabile che il Sistema Sanitario Calabrese continui a sostenere una spesa di diversi milioni di euro a fronte di un finanziamento al Piano Strategico di un decimo di tale spesa, tra l’altro facilmente sostenibile con la somma richiamata in premessa o con un qualsiasi altro finanziamento regionale o nazionale. 

La sterilizzazione dei randagi è attività necessaria, oltre che obbligatoria per legge, al fine di contenere la spesa pubblica e la strategia elaborata nel corso degli incontri tra noi associazioni animaliste e la Task Force Veterinaria è valida e attuabile: ragionevolmente, non comprendiamo questo immobilismo della Struttura Commissariale e questo procrastinare l’adozione del Piano Strategico contro il randagismo. 


Onorevole Santelli, 

come animalisti abbiamo offerto tutte le nostre conoscenze e la nostra collaborazione alla risoluzione di un problema atavico come quello del randagismo. Riteniamo che una Regione che voglia definirsi civile non possa tollerare sprechi di denaro pubblico e un tale danno d’immagine. 

La Calabria punta sul turismo, ma non tiene conto della sensibilità dei propri ospiti nei confronti degli animali - è indiscutibile l’attenzione degli altri paesi europei e del nord Italia al benessere degli animali - e continua, nel 2020, ad offrire scene raccapriccianti: cani e gatti investiti sulle strade, animali vaganti ammalati o affamati, scene di crudeltà e di violenza. 

Raccogliamo spesso le testimonianze di persone che trascorrono le vacanze inorriditi dall’assenza di qualsivoglia tutela dei nostri animali d’affezione e dalle inadempienze dei Comuni o delle Aziende Sanitarie. Turisti che in Calabria, nella maggior parte dei casi, non torneranno mai più. 

Del resto, chi vorrebbe trascorrere le vacanze nel degrado e occuparsi, senza soluzione, di cani e gatti abbandonati ad un terribile destino? 


Onorevole De Caprio, 

il business del randagismo è cosa nota. Un cane detenuto a vita in canile costa in media 15.000 euro (quindicimila euro) alla collettività, oltre alle spese sanitarie. In Calabria si stima siano detenuti nei canili rifugio circa 11.000 cani. E’ facile comprendere che cifre del genere possano essere allettanti per la criminalità e che i canili, luoghi deputati al ricovero temporaneo dei cani vaganti, in molti casi siano diventati delle carceri a vita. 

Le Associazioni Animaliste hanno più volte denunciato l’impossibilità di accedere ad alcune strutture, il sovraffollamento delle stesse e le pochissime adozioni concesse. E la detenzione dei cani non è che uno degli innumerevoli aspetti in odore di illegalità del fenomeno del randagismo. 

Come cittadini calabresi, in primis, chiediamo che dopo 30 anni dalla sua emanazione sia finalmente rispettata la Legge quadro n. 281/1990, che i Sindaci della nostra Regione si adoperino per il rispetto dell’obbligo del microchip dei cani padronali, che le Aziende Sanitarie avviino con celerità campagne di sterilizzazioni, anche degli animali detenuti da famiglie indigenti e che sia consentito a tutte le Associazioni Animaliste che ne facciano richiesta, l’accesso ai canili rifugio, così da favorire l’adozione degli animali detenuti. 

Gent.mi destinatari di questa missiva, a voi richiediamo un incontro, chiedendo anche la partecipazione dei Direttori delle AA.SS.PP. e del Presidente dell’A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per discutere di randagismo e pianificare le attività per consentirne una corretta gestione. 

Siamo sì volontari di Associazioni Animaliste, ma soprattutto siamo cittadini calabresi e siamo lavoratori, che hanno speso tempo ed energie, per oltre un anno, per offrire collaborazione alla Struttura Commissariale in forma totalmente gratuita e sempre con la massima discrezione, attenendoci alla disponibilità agli incontri della Task Force Veterinaria – nonostante il trascorrere dei mesi: 

è chiaro che non intendiamo rassegnarci alle attuali condizioni del nostro territorio e che continueremo a portare avanti con ogni mezzo a nostra disposizione la pretesa di vivere in una Regione che ha pieno rispetto della Legge, dei suoi cittadini e anche dei suoi animali.


La delegazione del Movimento Onda Calabra Animalista 


per la prov. di Catanzaro 

Solla Clara 

per la prov. di Cosenza 

Reda Rosalba e Fedele Anna Maria Luisa

per la prov. di Crotone 

Trocino Giuseppe 

per la prov. di Reggio Calabria 

Marino Andrea 

per la prov. di Vibo Valentia 

Betrò Maria 

referente del Movimento 

Tarsitano Viviana