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Legambiente, allarme inquinamento: la cattiva depurazione minaccia i mari e i laghi italiani

di Andrea Carli

Situazione preoccupante in Campania, Calabria, Sicilia e, al Centro, nel Lazio. Risulta inquinato il 34% dei campioni raccolti: un punto ogni 84 km di costa. Il monitoraggio degli ultimi tre anni: 111 rifiuti per ogni km di mare e almeno uno su tre è usa e getta di plastica, per lo più imballaggi, buste, cassette di polistirolo e bottiglie

In Italia la mala depurazione resta il principale nemico del mare e delle acque interne: un punto ogni tre è oltre i limiti di legge sulle coste e uno su 4 sui laghi. È quanto emerge dal bilancio finale di Goletta Verde e Goletta dei Laghi 2020, le due campagne tradizionalmente promosse da Legambiente per monitorare lo stato di salute delle acque e delle coste della Penisola. Il bilancio è stato presentato oggi, 12 agosto, a Roma.

Tra le zone campionate dalle indagini e non balneabili per le autorità competenti, manca il cartello di divieto di balneazione nel 70% dei casi. Sotto la lente dell'associazione anche la lotta al marine litter, ovvero i rifiuti marini: dal 2017 al 2019 Goletta Verde ha contato 111 rifiuti galleggianti per ogni km di mare e almeno 1 rifiuto su 3 è usa e getta. In occasione della presentazione, l’associazione ambientalista ha indicato quelle che, a suo avviso, sono le tre azioni da sviluppare con urgenza: completare la rete fognaria e di depurazione delle acque reflue, anticipare prima del luglio 2021 il recepimento della direttiva europea che vieta e limita alcune plastiche monouso, approvare la Legge Salvamare ferma in Commissione Ambiente al Senato. Il Recovery plan italiano, è la richiesta avanzata da Legambiente, dovrà mettere al centro quelle opere che servono davvero al Paese, a cominciare dai depuratori che mancano.

Situazione preoccupante in Campania, Calabria, Sicilia e nel Lazio
La mala depurazione è infatti il principale pericolo che minaccia mare e laghi è dunque nemico del mare e delle acque interne. Sono quattro le procedure di infrazione aperte dall’Unione Europea a causa della cattiva depurazione del nostro Paese. «Anche quest’anno il viaggio delle due Golette ci conferma come in Italia la cattiva depurazione resti una delle principali opere incompiute del nostro Paese, per la quale siamo già stati condannati dall’Ue a pagare 25 milioni di euro, cui se ne aggiungono 30 ogni semestre di ritardo nella messa a norma», ha spiegato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente . Sono 361 i punti totali campionati in 18 regioni e 28 laghi italiani con 1 punto ogni 3 risultato oltre i limiti di legge lungo le coste e 1 su 4 nei laghi. Le criticità maggiori sono state riscontrate sul versante costiero tirrenico, a ridosso delle foci di fiumi, rii e canali che, sfociando in mare, portano con sé cariche batteriche a volte molto elevate. Con una situazione preoccupante confermata sia in diverse regioni del sud come la Campania, Calabria e Sicilia, dove persistono le criticità diffuse legate all'assenza di impianti di depurazione e di allacciamento alla rete fognaria, sia nel Centro Italia, in particolare nel Lazio.

Inquinato il 34% dei campioni raccolti
Dei 259 campioni prelevati lungo le coste italiane dai volontari e dalle volontarie dei circoli territoriali di Legambiente, il 47% di questi (121 punti su 259) ha riguardato le foci di fiumi e canali. Giudicati inquinati 26 punti e fortemente inquinati ben 63 punti dei 259 complessivi, ovvero il 34% del totale. 1 punto inquinato ogni 84 km di costa. Delle 121 foci campionate, il 54% (65 su 121) è risultato oltre i limiti di legge. A dimostrazione di come le foci dei corsi d'acqua siano i principali veicoli che portano inquinamento a mare dovuto alle note criticità depurative del nostro Paese. Problema che spesso arriva anche dall'entroterra ma danneggia soprattutto le località costiere.

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«Tratti di costa abbandonati a loro stessi»
Dalle indagini dell’associazione ambietalista emerge che sono molte le aree lungo la costa che non vengono controllate dalle autorità, «abbandonando a loro stessi i tratti di costa antistanti le foci dove viene dato per scontato che l'inquinamento sia presente». Dei 259 campioni eseguiti da Goletta verde 121 hanno riguardato aree non controllate dalle autorità competenti – secondo le indicazioni riportate dal Portale Acque del ministero della Salute – e che nel 49% dei casi sono risultate oltre i limiti di legge. Non si tratta solo di foci di corsi d’acqua ma anche di spiagge a ridosso delle foci. Dei 121 punti non campionati dalle autorità preposte, 13 dei 34 punti a mare analizzati da Goletta verde sono risultati oltre i limiti di legge. Di qui la conclusione: un maggior controllo nelle aree più a rischio non è più rinviabile al fine di garantire la salute dei bagnanti.

Informazioni carenti: mancano i divieti di balneazione
Non migliora, inoltre, la situazione per quanto riguarda l’informazione ai bagnanti sulle potenziali criticità presenti lungo la costa, altro adempimento legislativo che - continua Legambiente - non viene rispettato nella stragrande maggioranza dei casi. Nei tratti di costa non controllati dalle autorità competenti (Comuni, Regioni, Arpa e Asl) e quindi non balneabili in cui i tecnici di Goletta verde hanno eseguito i prelievi, nel 70% dei casi era assente il divieto di balneazione. Scarsa attenzione da parte delle amministrazioni comunali anche sul posizionamento della cartellonistica informativa sulla qualità delle acque, un obbligo di legge ormai da diversi anni. Nei tratti di costa definiti balneabili dalle autorità e in cui sono stati eseguiti dei prelievi da parte dei tecnici di Goletta verde, nell'80% dei casi il cartello era assente.

Lo stato di salute dei laghi: oltre i limiti di legge il 28% dei prelievi
Quest’anno sono 28 i bacini lacustri monitorati da Goletta dei Laghi in 11 regioni italiane, superando i così 19 specchi lacustri dello scorso anno. I laghi al centro dell'edizione 2020 sono stati: in Piemonte i laghi d’Orta, Viverone, Avigliana e Maggiore, nella sua sponda piemontese; in Lombardia la sponda corrispondente del Maggiore, il Ceresio, il lago di Como, d’Iseo e la sponda occidentale del Garda; in Veneto, l’altra metà del Garda (la cui parte più settentrionale ricade nella Provincia autonoma di Trento) e il lago Santa Croce. Nel centro Italia in Umbria sono stati campionati Trasimeno e Piediluco, nel Lazio i laghi di Bolsena, Bracciano, Vico, Canterno, Albano, Fondi, Sabaudia e Fogliano. In Campania i laghi Patria e Matese, in Molise il lago di Occhito, in Puglia il lago di Varano, in Calabria i laghi Arvo e Cecita e in Sicilia i laghi Soprano, Pergusa e Prizzi. Su 102 prelievi per le analisi microbiologiche sono stati giudicati oltre i limiti di legge il 28% (8 prelievi inquinati e 20 fortemente inquinati). In totale sono 53 i campioni prelevati in foce, 49 quelli prelevati a lago. Dei campioni giudicati oltre i limiti, l'82% è stato prelevato in foce a canali, fiumi o torrenti. Dei 102 punti oggetto di analisi, 37 corrispondono a porzioni di laghi definiti balneabili dalle autorità competenti; 8 di questi sono risultati con cariche batteriche oltre i limiti di legge (di questi 3 giudicati Inquinati e 5 sono fortemente inquinati).

La presenza di microplastiche
Sono stati resi pubblici anche i dati sulla presenza delle microplastiche in 13 laghi italiani, a seguito dei monitoraggi di Goletta dei laghi realizzati nell'estate del 2019 in collaborazione con Enea. Si va dal minimo rappresentato dal lago di Scandarello (nel Lazio) con una media di oltre 7500 particelle per chilometro quadrato di superficie lacustre, fino al massimo del lago d’Orta (in Piemonte) in cui è stata rilevata una media pari a oltre 838000 particelle per chilometro quadrato di superficie. Nel 2019 è stato introdotto, laddove possibile, anche il campionamento in colonna d'acqua, per stimare la presenza di microplastiche fino a 50 m di profondità. Queste particelle sono state rilevate fino a 50 metri di profondità nei laghi Orta, Maggiore, Como, Iseo, Garda e Bracciano, con il dato minore rilevato nel lago d’Orta (0,32 particelle per metro cubo di acqua filtrata dalla rete) e il maggiore rilevato nel lago d’Iseo (2,52 particelle per metro cubo di acqua filtrata).

La lotta al marine litter: 111 rifiuti per ogni km di mare
Negli ultimi 3 anni di ricerche in mare (dal 2017 al 2019) su 1756 km monitorati, Goletta Verde ha contato 111 rifiuti per ogni km di mare e almeno 1 rifiuto su 3 è usa e getta di plastica, per lo più imballaggi, buste, cassette di polistirolo e bottiglie. La situazione non migliora sulle spiagge: durante le tappe di Goletta Verde e Goletta dei Laghi, i volontari di Legambiente quest'estate hanno organizzato iniziative di pulizia dopo mesi di stop delle attività, continuando anche il monitoraggio dei rifiuti sulle spiagge. A destare più preoccupazione è la plastica che costituisce l'83% di rifiuti trovati e, in particolare, l'usa e getta: sulle spiagge italiane almeno il 42% dei rifiuti trovati è plastica monouso, se ne trovano 3 per ogni metro di sabbia.
Il Sole24ore

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