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È morto Philippe Daverio, storico e critico d’arte


È morto questa notte all’istituto dei Tumori di Milano, lo storico e critico d’arte Philippe Daverio. Era nato a Mulhouse, in Alsazia, il 17 ottobre 1949 da padre italiano, Napoleone Daverio, costruttore, e da madre alsaziana. Era malato da qualche tempo ed è morto all’Istituto dei tumori di Milano. Come gallerista ed editore ha allestito molte mostre, e pubblicato una cinquantina di titoli, tra i quali ricordiamo: Catalogo ragionato dell’opera di Giorgio De Chirico fra il 1924 e il 1929; Catalogo generale e ragionato dell’opera di Gino Severini. Specializzato in arte italiana del XX secolo, ha dedicato i suoi studi al rilancio internazionale del Novecento.

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Storico, critico d’arte, gallerista ma anche assessore al comune di Milano. La vita di Philippe Daverio (morto il 2 settembre all’età di 70 anni) è costellata di impegno nel campo dell’arte e della cultura, che lo ha reso anche un personaggio televisivo molto conosciuto in Italia. Nato a Mulhouse, in Alsazia, il 17 ottobre 1949 da padre italiano e madre francese, Daverio studia in Italia: prima alla Scuola Europea di Varese e poi alla Bocconi di Milano (Foto Ansa): qui ha studiato economia e commercio ma, superati tutti gli esami, non scrive la tesi e non si laurea.

Nel 1972 inizia a convivere con Elena Gregori. I due si sposeranno nel 1983 e hanno spesso collaborato insieme (Foto Ansa)
Tre le gallerie d’arte moderna da lui inaugurate: la prima, la Galleria Philippe Daverio, nel 1975 a Milano in Via Montenapoleone , dedicata all’arte italiana del XX secolo, nel 1986 la Philippe Daverio Gallery a New York, anch’essa rivolta all’arte del XX secolo, e nel 1989 una seconda galleria a Milano in Corso Italia, con uno spazio dedicato all’arte contemporanea.

Tra le ultime pubblicazioni, nel 2011 è uscito il volume Il Museo Immaginato, edito da Rizzoli, e nel 2012 il volume Il Secolo lungo della Modernità, per la stessa casa editrice, con cui nel 2013 ha pubblicato Guardar lontano veder vicino. Esercizi di curiosità e storia dell’arte, seguito a fine 2014 da Il secolo spezzato delle avanguardie. Nel 2015 sono usciti i volumi La buona strada, L’arte in Tavola e Il gioco della pittura, sempre editi da Rizzoli.

Daverio è stato, dal 1993 al 1997, nella giunta Formentini del comune di Milano, dove ha ricoperto ’incarico di assessore con le deleghe alla Cultura, al Tempo Libero, all’Educazione e alle Relazioni Internazionali.
Corriere della Sera

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