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Pillola del giorno dopo, boom di vendite: ecco come funziona e quali rischi comporta

di Milena Gabanelli e Simona Ravizza

«Ci penso dopo», questo è il pensiero sempre più radicato fra le giovanissime. Parliamo della pillola del giorno dopo, quella che serve per evitare di restare incinta dopo un rapporto sessuale non protetto. Una tendenza confermata dalla vendita in costante crescita dei contraccettivi d’emergenza. Nel 2018 sono state vendute 573.100 confezioni contro le 363.600 del 2012: in sei anni più 58%. Solo nel 2018 ha registrato un più 4%. Le produce la casa francese Hra Pharma, che in Italia ha incrementato il suo fatturato del 170%, passando dai 4,4 milioni del 2012 agli oltre 12 milioni del 2018. I farmaci in commercio sono due i tipi: la Norlevo, che costa 16,56 euro e va assunta entro le 72 ore, e la EllaOne, che va presa entro le 120 ore, e il costo è di 26,83 euro. Quest’ultima è considerata il farmaco di prima scelta perché, a parità di effetti collaterali, è più efficace. Vediamo come funziona sull’organismo e quali rischi comporta.

Non c’è più obbligo di ricetta
L’8 maggio 2015 l’Agenzia italiana del Farmaco (Aifa) decide che le donne maggiorenni possono acquistare EllaOne senza ricetta. Dall’8 ottobre 2020 ciò vale anche per le minorenni. Dopo maggio 2015 l’impennata di vendite è immediata: in un anno si passa da 123.800 confezioni a 229.900, che arrivano a 253 nel 2018. Sono gli ultimi dati disponibili elaborati da Federfarma per Dataroom. Il principio attivo è l’Ulipristal acetato, utilizzato anche per curare i fibromi uterini. Una pillola di EllaOne ne contiene 30 mg.

Il meccanismo d’azione
La questione è ancora dibattuta: la EllaOne impedisce solo la fecondazione oppure ha anche un effetto anti-annidatorio che può interrompere la gravidanza? Cosa fin qui è stato dimostrato ce lo spiega Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, alla luce degli studi scientifici internazionali. L’Ulipristal acetato agisce sul progesterone, l’ormone che permette la creazione delle condizioni nell’utero per la fecondazione, e può avere due effetti:

1) l’inibizione dell’ovulazione. Vuol dire che l’ovulo trova la porta chiusa e quindi è più complicato, se non impossibile, uscire dal follicolo e incontrare lo spermatozoo.

2) Una possibile azione sull’endometrio e, dunque, sull’annidamento dell’embrione e al mantenimento della gravidanza. Molti studi concludono che le basse dosi di Ulipristal acetato utilizzate per la contraccezione d’emergenza non hanno effetti significativi sullo spessore dell’endometrio e sull’impianto dell’embrione. Tuttavia questi risultati sono ancora considerati non definitivi.

L’efficacia della pillola
Uno studio recente confronta l’efficacia della EllaOne come contraccettivo d’emergenza in base al momento in cui avviene la sua somministrazione. A fare la differenza è il momento dell’ovulazione, e il periodo fertile inizia normalmente 5 giorni prima e si conclude 1 giorno dopo. Se la pillola viene assunta prima dell’ovulazione la gravidanza viene evitata nel 77,6% dei casi, se dopo nel 36,4%. In sostanza: la percentuale di gravidanze è inferiore in modo significativo a quella prevista in seguito a rapporti sessuali non protetti assumendo il farmaco prima dell’ovulazione. Siccome per una donna è complicato sapere con esattezza quando ovula, e il farmaco lo prende «al bisogno», verrebbe da suggerire di prenderlo subito dopo il fatto. Ed è forse anche questa la ragione per la quale non è prevista la ricetta medica.

Gli effetti collaterali
Sono stati valutati su 4718 donne durante il programma di sviluppo clinico. Cefalea, nausea e vomito sono gli effetti collaterali più comuni (nel 25% dei casi). Poi stanchezza, dolorabilità dei seni, dolore addominale e alla schiena, capogiri e, meno frequentemente, diarrea, che si protraggono per 1-2 giorni dall’assunzione. Il principio attivo Ulipristal acetato è condiviso sia da EllaOne sia da Esmya, un medicinale utilizzato in modo continuativo per il trattamento dei fibromi dell’utero in donne adulte non ancora in menopausa. Sull’uso di Esmya c’è allerta per le possibili conseguenze sul fegato, dopo 4 casi di insufficienza epatica riscontrati in donne che ne hanno fatto uso: nella documentazione disponibile all’Ema non sono, però, attribuibili con certezza all’impiego di Esmya ed è verosimile che si trattasse di pazienti che avevano già insufficienza epatica. In ogni caso le indicazioni all’impiego dei due farmaci sono diverse: Esmya è da somministrare una volta al giorno per un massimo di 3 mesi in compresse da 5 mg, mentre EllaOne contiene 30 mg, ed è da assumere una sola volta e solo in occasione di rapporti a rischio.

Le cautele da adottare
Visti i dati di mercato alle giovani ragazze sembra sfuggire il fatto che EllaOne è un farmaco destinato esclusivamente a un uso estremo, e che non protegge da infezione trasmissibili sessualmente e soprattutto non può sostituire l’uso corretto di un metodo anticoncezionale come invece rischia di essere. Infatti negli ultimi 6 anni la vendita dei profilattici nelle farmacie è diminuita del 26% . Va detto che non è dato sapere se parallelamente sono aumentati gli acquisti al supermercato o online. Resta il fatto che dagli ultimi dati del ministero della Salute su 13.973 universitari il 22% dichiara di aver avuto rapporti occasionali non protetti.

Il 13 marzo 2018 il Consiglio Superiore di Sanità dichiara: «Una corretta e completa informazione su EllaOne è tanto più rilevante per quelle fasce di età (adolescenza), in cui i primi rapporti sessuali possono prefigurarsi occasionali».
Corriere della Sera

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