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Tre motivi per scaricare Immuni


L’applicazione di tracciamento contatti per fronteggiare l’emergenza coronavirus è stata lanciata in Italia prima di molti altri Paesi europei. Eppure, Immuni fatica ancora a essere scaricata: l’hanno installata appena 6,7 milioni di cittadini, il 18% della popolazione “target”, quella compresa tra i 14 e i 75 anni. Nel Regno Unito, invece, sono stati già superati i dieci milioni di download in poco più di una settimana da quando l’app locale NHS-COVID-19 è disponibile sugli store, anche grazie a una massiccia campagna pubblicitaria. I download della tedesca Corona Warn App superano addirittura i 18 milioni. Ecco perché è giusto ricordare l’importanza di questo ulteriore strumento per ridurre il rischio contagio.

Sebbene siamo tra i Paesi con la percentuale più alta di smartphone in relazione alla popolazione, Immuni non ha ancora una diffusione capillare, nonostante il piccolo “boom” dell’ultimo mese coincidente con l’avvio della scuola.

Gli utenti sono ancora diffidenti verso questa app: pesano soprattutto i timori per la privacy e il dubbio che consumi troppa memoria e batteria del telefono. Le cose, però, non stanno proprio così. Per far funzionare la rete di tracciamento serve che Immuni sia attiva su più telefoni possibili. Anche noi di upday quindi rispondiamo all’appello del direttore del Foglio Claudio Cerasa e diamo tre ragioni per dotarsi dell’app.

“Più siamo in grado tracciare e meno avremo bisogno di restrizioni”, ci dice Speranza. Sì di Zinga alla nostra idea

Immuni non registra i nostri dati

Come spiegato dal governo e dal commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri (ma testato anche da enti “terzi” come Altroconsumo), l’applicazione di contact tracing non registra i dati personali privati. Immuni assegna a ogni utente un codice che viene rigenerato più volte nell’arco della giornata e registrato in server che si trovano in Italia soltanto per verificare se la persona a cui è stato assegnato tale codice è entrata in contatto con un positivo. In quel caso, dopo che il positivo ha segnalato il proprio codice all’operatore sanitario, l’app invierà tramite notifica la segnalazione dell’avvenuto contatto e indicherà cosa fare.

Non occupa molta memoria dello smartphone

Non scaricare l’app perché si ha poco spazio in memoria non è una buona motivazione. Immuni occupa sui sistemi operativi iOS Apple e Android di Google circa 30Mb, uno spazio molto inferiore a quello di tante altre applicazioni e giochi.

Viaggiare è più sicuro

Distanziamento di almeno un metro, mascherina e igienizzazione delle mani sono le regola basi per viaggiare sui mezzi di trasporto in tranquillità e ridurre le possibilità di essere contagiati. Immuni installata sul proprio smartphone fa guadagnare un ulteriore livello sicurezza, anche all’estero. A partire dal 15 ottobre, l’app italiana sarà in grado di comunicare con le app di contact tracing del resto d’Europa, fornendo lo stesso servizio attivo sul territorio nazionale.

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